CTRL+C – CTRL+V (in dosi non omeopatiche)

Riassunto

Il plagio scientifico è un problema attuale e molto studiato. Consiste nel copiare e usare di nuovo, riciclare, intere parti di uno studio per comporne uno diverso. Come si può capire, questo è un comportamento molto scorretto, dannoso per la ricerca e che dimostra atteggiamento antiscientifico, tanto da essere considerata una vera e propria forma di frode scientifica, perché con il plagio si “gonfia” l’evidenza a favore di una propria idea. Questo comportamento può avvenire o con il riciclo di propri lavori o con quello di altri ed è spesso usato in studi di basso livello e in riviste predatorie, allo scopo di aumentare il numero di propri lavori (visto lo sforzo minimo nel produrre studi “copiati”). Ovviamente, per definire “plagiato” o riciclato uno studio, esistono diversi criteri e anche dei software che li analizzano automaticamente. Devono essere ripetute un certo numero di parole, di frasi, di successioni di frasi, con regole stabilite e precise. Analizzando uno degli ultimi studi sugli effetti dell’omeopatia si è scoperto come questo fosse successo in maniera ripetuta ed estesa, soprattutto da quando l’autore ha pubblicato in riviste predatorie. Utilizzando un software (ithenticate o altri, ma si può verificare anche personalmente, vista l’entità del gesto) si noteranno ripetuti blocchi di testo riciclati nei vari studi dell’autore, cosa ripetuta nel tempo. Un altro aspetto preoccupante emerso da questa analisi è il fatto che l’autore ha deliberatamente eliminato informazioni importanti nei testi da lui usati per le pubblicazioni, informazioni che cambiano radicalmente le caratteristiche degli studi e quindi le conclusioni che lui descrive in maniera personale e non attinente alla realtà. Stiamo analizzando quindi un vero e proprio lavoro di manipolazione dei dati non dichiarato, fatto molto grave e da rendere pubblico; se poi l’abbondante riciclo di testo ritrovato costituisca plagio e frode scientifica, lo lasciamo decidere al lettore.

Introduzione.

Una delle tecniche attraverso le quali la pseudoscienza manipola l’evidenza ad essa favorevole è quello di utilizzare riviste cosiddette “predatorie” per ingrossare le fila delle pubblicazioni in supporto. Queste riviste hanno la precipua caratteristica di garantire la pubblicazione di qualunque sciocchezza in cambio di denaro, producendo dei documenti che hanno tutta l’apparenza di pubblicazioni scientifiche, salvo il fatto che essi non sono passati attraverso una revisione dei pari (peer review) degna di questo nome, e dunque sono privi di ogni garanzia di qualità.

È questo il caso dell’ultima pubblicazione in supporto dell’uso dell’omeopatia prodotta dal pensionato ed ex medico Paolo Bellavite, il quale crede di poter dare supporto all’uso dell’omeopatia invece che degli antibiotici anche nell’otite media acuta, la condizione che ha portato a morte il piccolo Francesco a cui il medico omeopata Mecozzi ha negato gli antibiotici in favore di rimedi omeopatici.

Questa pubblicazione, approvata in una settimana dalla sottomissione, è stata già analizzata da due gruppi del Patto Trasversale per la Scienza, dedicati rispettivamente all’omeopatia e all’integrità nella ricerca scientifica, che ne hanno sottolineato le numerose manchevolezze anche di contenuto; tuttavia, un aspetto finora non è stato trattato, e sarà discusso di seguito.

Detta in due parole, la review risulta consistere in un pastiche di testi riciclati molteplici volte, le cui fonti temporalmente più prossime sono lavori dello stesso Bellavite, ma che in realtà possono essere ricondotti originariamente a testi di altri autori.

Inoltre – e questo è forse un aspetto ancora più grave – vi sono alcune evidenze di riuso selettivo dei testi originali, fatto in modo da distorcerne gravemente il significato originario e da fornire evidenze inesistenti alle ipotesi di Bellavite che l’omeopatia sia migliore del placebo – una forma di falsificazione inaccettabile.

Attraverso questi due mezzi – la pubblicazione predatoria e il riutilizzo di materiali già pubblicati, anche dagli stessi autori – si ottiene il doppio scopo di produrre lavori apparentemente “nuovi” in supporto dell’omeopatia e di aumentare citazioni e impatto dell’autore principale, il quale non a caso ha anche recentemente vantato il suo H-factor rispetto a quello di altri ricercatori critici del suo lavoro.

Riciclo testuale in Bellavite et al., 2019: analisi generale.

Una semplice analisi mediante software (ithenticate) permette di identificare larghe porzioni di testo riciclate all’interno del lavoro in questione.  Di seguito sono mostrate le aree di testo riciclate per ciascuna pagina, colorate secondo il gruppo di fonti che le contiene; le pagine della review sono mostrate consecutivamente in gruppi di tre. Si noti che per l’analisi sono state considerate solo quelle fonti che contengano almeno 100 parole in comune con la review in analisi, e non sono stati considerate valide identità testuali di meno di 5 parole consecutive. Dall’analisi è stata ovviamente esclusa la bibliografia della review.

Sebbene soventemente il software utilizzato possa non riconoscere alcune identità testuali – per esempio le parole spezzate per andare a capo interrompono il riconoscimento– si può notare che la gran parte del testo risulta ripreso da fonti precedenti.

In particolare, le zone evidenziate in rosso ed in magenta nel testo di Bellavite risultano essere presenti reiteratamente nelle seguenti fonti dello stesso autore:

  1. Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: A review of clinical research. Front Biosci – Sch. 2011;3 S(4):1363-1389.

Come è agevole notare, si tratta del grosso del testo della review; in particolare, la prima delle fonti elencate, che possiede la maggior quantità di testo in comune con la successiva review del 2019, già include 20 dei 41 lavori poi selezionati per la review del 2019, utilizzando nelle descrizioni identico testo.

Le due pubblicazioni più recenti (la prima e la seconda), come la review del 2019 che ne ricicla il testo, sono pubblicate su riviste che non sono nemmeno indicizzate da PubMed. La cosa è particolarmente interessante, in quanto nella review che qui si analizza, per giustificare il fatto che i lavori non indicizzati su PubMed non saranno considerati nell’analisi, è scritto testualmente:

“Our previous systematic review on the effect of homeopathy in immunological disorders also included non-peer-reviewed papers published until 2010, but in this report we have restricted the report to clinical trials and observational studies cited by PubMed, which is considered the most important search system of bibliographic resources, also for homeopathy and other CAMs [38-40]. As it is known (see for example https://www.nlm.nih.gov/lstrc/jsel.html), the scientific merit of a journal’s content is the primary consideration in selecting journals for indexing in PubMed, especially on the explicit process of external peer review and adherence to ethical guidelines. The publication of a paper in a journal cited by PubMed is not in itself a guarantee of quality, but it can be considered an important criterion of validity, since it is certain that the work was judged by experts in the field before is accepted.”

Peraltro, a parte l’indicizzazione su PubMed, va detto che il lavoro del 2011, come quello del 2019, è pubblicato su rivista predatoria.

Quello del 2008 è pubblicata sulla rivista di un editore indiano, sospetta ed infatti non presente nel DOAJ (Directory of Open Access Journals); infine, il lavoro del 2006 è stata pubblicato da un giornale del gruppo egiziano Hindawi, considerato almeno fino al 2010 predatorio[1] (e successivamente border-line).

Se si considerano oltre alle tre principali anche tutte altre le fonti identificate (cioè tutte le sorgenti per il testo colorato sovrapposto alle pagine della review nelle figure precedenti), appare evidente che la review del 2019 è ridondante, in quanto ricicla in massima parte identici testi precedenti (come visto, spesso pubblicati su riviste di bassa qualità o francamente predatorie).

Riciclo testuale in Bellavite et al., 2019: modus operandi.

La semplice analisi delle parti di testo riciclate, illustrata nella sezione precedente, non consente di identificare agevolmente se il riciclo testuale sia abitudine consolidata o eccezione da parte degli autori in questione.

Uno studio più approfondito, di tipo filogenetico, prevede l’identificazione delle eventuali sequenze di riciclo che hanno portato fino al testo che appare nella review del 2019. A titolo di esempio, si illustrerà quanto emerso per la pagina 5 della review in esame.

Il testo principale può essere considerato diviso in 4 blocchi, secondo la sua provenienza originale, come illustrato nell’immagine di seguito.

Per quanto riguarda il BLOCCO 1, esso risulta derivare attraverso 4 passaggi successivi di riciclo da un testo di Bellavite et al. del 2006, come illustrato di seguito (parti conservate con la review del 2019 in rosso; in blue parti originariamente conservate, che successivamente si perdono nei vari passaggi).Bellavite P, Ortolani R, Pontarollo F, Piasere V, Benato G, Conforti A. Immunology and homeopathy. 4. Clinical studies – Part 1. In: Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. Vol 3. ; 2006:293-301.

De Lange de Klerk (62) performed a double-blind, randomized study that evaluated the frequency, duration and severity of rhinitis, pharyngitis and tonsillitis in a group of children. The homeopathic prescription included ‘constitutional’ remedies for preventive purposes and remedies treating acute phases. The year-long therapy was continuously adjusted on an individual basis, and data were collected by means of diaries kept by parents and attending physicians. Results showed that homeopathic therapy was slightly but not significantly better than placebo.

Bellavite P, Chirumbolo S, Magnani P, Ortolani R, Conforti A. Effectiveness of homeopathy in immunology and inflammation disorders: a literature overview of clinical studies. Homoeopath Herit. 2008;33(3):35-58.

De Lange et al. (45) carried out a double-blind, randomized study which they evaluated the frequency, duration and severity of rhinitis, pharyngitis and tonsillitis in a group of childrenThe homeopathic prescription included “constitutional” remedies for preventive purposes and remedies for the treatment of acute phases. The year-long therapy was continuously adjusted on an individual basis, and the data were collected by means of diaries kept by the parents and attending physiciansThe results showed that the homeopathic therapy was slightly but not significantly better than placebo: the mean number of infective episodes was 7.9/year in the treated group and 8.4/year in the control group. The children in the active group experienced episodes that were generally shorter and less severe, and were disease-free for 53% of the days (as against 49% in the placebo group)

Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: A review of clinical research. Front Biosci – Sch. 2011;3 S(4):1363-1389.

Individualized homeopathy

De Lange and coworkers (38) carried out a double-blind, randomised study in which they evaluated the frequency, duration and severity of rhinitis, pharyngitis and tonsillitis in a group of childrenThe homeopathic prescription included “constitutional” remedies for preventive purposes and remedies for the treatment of acute phases. The year-long therapy was continuously adjusted on an individual basis, and the data were collected through diaries kept by the parents and attending physicians. The results showed that the homeopathic therapy was slightly but not significantly better than the placebo: the mean number of infective episodes was 7.9/year in the treated group versus 8.4/year in the control group. The children in the active group experienced episodes that were generally shorter and less severe; the percentage of children not requiring antibiotics was 62% for homeopathy against 49% for conventional therapyThe authors conclude that the differences between the two treatments are interesting but slight.

Bellavite P, Marzotto M, Andreoli B. Homeopathic Treatments of Upper Respiratory and Otorhinolaryngologic Infections: A Review of Randomized and Observational Studies. Altern Complement Integr Med. 2019;5(2):1-20.

Randomized Trials of Individualized homeopathy

De Lange and coworkers carried out a double-blind, randomized study which they used to evaluate the frequency, duration and severity of rhinitis, pharyngitis and tonsillitis in a group of children [44]. The homeopathic prescription included “constitutional” medicines for preventive purposes and medicines for the treatment of acute phases. The year-long therapy was continuously adjusted on an individual basis, and the data was collected by means of diaries kept by the parents and attending physicians. The results showed that the homeopathic therapy was slightly but not significantly better than the placebo: the mean number of infective episodes was 7.9/year in the treated group and 8.4/year in the control group. The children in the active group experienced episodes that were generally shorter and less severe; the percentage of children not requiring antibiotics was 62% vs. 49% in homeopathy and conventional therapy respectively. The authors concluded that the differences between the two treatments were interesting but small (odds ratio favoring homeopathy versus placebo: 1.67, 95% CI: 0.96-28.9).

Per quanto riguarda il BLOCCO 2, esso risulta derivare attraverso 5 passaggi successivi di riciclo da un testo di Jacobs et al. del 2001, come illustrato di seguito

Jacobs J, Springer DA, Crothers D. Homeopathic treatment of acute otitis media in children: A preliminary randomized placebo-controlled trial. Pediatr Infect Dis J. 2001;20(2):177-183.

METHODS:

A randomized double blind placebo control pilot study was conducted in a private pediatric practice in Seattle, WA. Seventy-five children ages 18 months to 6 years with middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h were entered into the study. Children received either an individualized homeopathic medicine or a placebo administered orally three times daily for 5 days, or until symptoms subsided, whichever occurred first. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated.

RESULTS:

There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks, with differences of 11.4, 18.4 and 19.9%, respectively, but these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment in favor of homeopathy (P < 0.05). Sample size calculations indicate that 243 children in each of 2 groups would be needed for significant results, based on 5-day failure rates.

Bellavite P, Ortolani R, Pontarollo F, Piasere V, Benato G, Conforti A. Immunology and homeopathy. 4. Clinical studies – Part 1. In: Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. Vol 3. ; 2006:293-301.

A randomized double-blind placebo control pilot study was conducted (66) in children with otitis media. Subjects having middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h entered into the study. They received either an individualized homeopathic medicine or a placebo administered orally three times daily for 5 days, or until symptoms subsided. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy, these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms after treatment in favor of homeopathy (P < 0.05). 

Bellavite P, Chirumbolo S, Magnani P, Ortolani R, Conforti A. Effectiveness of homeopathy in immunology and inflammation disorders: a literature overview of clinical studies. Homoeopath Herit. 2008;33(3):35-58.

A randomized double-blind placebo control pilot study was conducted (49) in children with otitis mediaSubjects having middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h entered into the study. They received either an individualized homeopathic medicine or a placebo administered orally three times daily for 5 days, or until symptoms subsided. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks, with differences of 11.4%, 18.4% and 19.9%, respectively, but these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment in favor of homeopathy (P < 0.05). 

Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: A review of clinical research. Front Biosci – Sch. 2011;3 S(4):1363-1389.

A randomised double-blind placebo controlled pilot study was carried out (46) on children with otitis mediaSubjects presenting middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h were enrolled in the trial. They received either an individualised homeopathic remedy or a placebo, administered orally three times daily for 5 days or until symptoms subsided. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks, however these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment in favour of homeopathy (P < 0.05).

Bellavite P, Marzotto M, Andreoli B. Homeopathic Treatments of Upper Respiratory and Otorhinolaryngologic Infections: A Review of Randomized and Observational Studies. Altern Complement Integr Med. 2019;5(2):1-20.

A randomized double-blind placebo controlled pilot study was carried out on children with otitis media [51]. Subjects presenting middle ear effusion and ear pain and/or fever for no more than 36 h were enrolled in the trial. They received either an individualized homeopathic medicine or a placebo; administered orally three times daily for 5 days or until symptoms subsided. The 4 most commonly medicines prescribed included Pulsatilla, Chamomilla, Sulphur and Calcarea carbonica. Outcome measures included the number of treatment failures after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. Diary symptom scores during the first 3 days and middle ear effusion at 2 and 6 weeks after treatment were also evaluated. There were fewer treatment failures in the group receiving homeopathy after 5 days, 2 weeks and 6 weeks. However these differences were not statistically significant. Diary scores showed a significant decrease in symptoms at 24 and 64 h after treatment, in favor of homeopathy (P < 0.05).

Per quanto riguarda il BLOCCO 3, esso risulta derivare attraverso 4 passaggi successivi di riciclo da un testo di Bellavite et al. del 1995, come illustrato di seguito.

Bellavite P, Signorini A, Society for the Study of Native Arts and Sciences. Homeopathy, a Frontier in Medical Science : Experimental Studies and Theoretical Foundations. North Atlantic Books; 1995.

and that of Wiesenauer and coworkers [Wiesenauer et al., 1989; score 60/100], who demonstrated the inefficacy, in the therapy of sinusitis, of a number of remedies prepared from various combinations of Luffa opercolata (dishcloth gourd), Kalium bichromicum (bichromate of potash), and Cinnabaris (cinnabar) (in 3x-4x dilutions).

Bellavite P, Ortolani R, Pontarollo F, Piasere V, Benato G, Conforti A. Immunology and homeopathy. 4. Clinical studies – Part 1. In: Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. Vol 3. ; 2006:293-301.

Wiesenauer et al. (54) compared the effects of three different homeopathic treatments and placebo in patients with acute and chronic sinusitis. In this randomized, double-blind study the patients were divided into four groups: group A: Luffa operculata 4x + Kalium bichromicum 4x + Cinnabaris 3x; group B: K. bichromicum 4x + Cinnabaris 3x; group C: Cinnabaris 3x; and group D: placebo. The study did not reveal any difference in therapeutic effects in the four groups. Their conclusion was that, unless other data emerge from a study of individual homeopathic prescriptions (‘repertorization’), the drugs should not be considered active in acute or chronic sinusitis in the general population; they also pointed out that similar negative results have been obtained with antibiotics, nasal decongestants and drainage of the nasal cavities.

Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: A review of clinical research. Front Biosci – Sch. 2011;3 S(4):1363-1389.

Wiesenauer and coworkers (32) demonstrated the inefficacy, in the treatment of sinusitis, of a number of remedies prepared from various combinations of Luffa opercolata, Kalium bichromicum, and Cinnabaris (in low homeopathic dilutions). Their conclusion is that, unless other data emerge from a study of individualised homeopathic prescriptions (“repertorisation”), the drugs should not be considered active in acute or chronic sinusitis in the general population; they also point out that similar negative results have been obtained with antibiotics, nasal decongestants and drainage of the nasal cavities.

Bellavite P, Marzotto M, Andreoli B. Homeopathic Treatments of Upper Respiratory and Otorhinolaryngologic Infections: A Review of Randomized and Observational Studies. Altern Complement Integr Med. 2019;5(2):1-20.

A series of medicines for non allergic rhinitis, prepared from various combinations of Luffa opercolata, Kalium bichromicum and Cinnabaris (in low homeopathic dilutions) were compared with a placebo in a double-blind trial [83]. Criteria for the therapeutic result were headache, blocked nasal breathing, trigeminal tenderness, reddening and swelling of nasal mucosa and postnasal secretion. All combinations were ineffective in the treatment of those sinusitis symptoms. The author’s conclusion was that, unless other data emerge from a study of individualized homeopathic prescriptions (“repertorisation”), the drugs should not be considered active in acute or chronic sinusitis in the general population. They also point out that similar negative results have been obtained with antibiotics, nasal decongestants and drainage of the nasal cavities.

Infine, il BLOCCO 4 rappresenta un caso particolarmente interessante. Sebbene in questo caso i passaggi di riciclo testuale, a partire da un articolo di Zabolotnyii et al del 2007, siano soltanto 3, si noti la frase in giallo nel lavoro originale ripreso da Bellavite et al. Quella frase, che mostra come lo studio non sia un paragone tra omeopatia e placebo (ciò che servirebbe per affermare un’efficacia superiore al placebo dell’omeopatia), spiega come i pazienti, in entrambi i gruppi paragonati, abbiano assunto paracetamolo e altri farmaci da banco, in modo che il controllo tra i due gruppi è, di fatto, sporcato, e certo non si può assumere la superiorità dell’omeopatia rispetto al placebo. Proprio questa frase viene eliminata dal testo altrimenti riciclato in entrambe le due successive review pubblicate da Bellavite su due riviste predatorie. Questo comportamento, oltre che il riciclo testuale, essendo distorsivo è definibile come falsificazione per omissione. Di seguito si fornisce l’evidenza per quanto affermato.

Zabolotnyi DI, Kneis KC, Richardson A, et al. Efficacy of a Complex Homeopathic Medication (Sinfrontal) in Patients with Acute Maxillary Sinusitis: A Prospective, Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Multicenter Clinical Trial. Explor J Sci Heal. 2007;3(2):98-109.

Interventions: Fifty-seven patients received Sinfrontal and 56 patients received placebo. Additionally, patients were allowed saline inhalations, paracetamol, and over-the-counter medications, but treatment with antibiotics or other treatment for sinusitis was not permitted.

Results: From day zero to day seven, Sinfrontal caused a significant reduction in the SSS total score compared with placebo (5.8 ± 2.3 [6.0] points vs 2.3 ± 1.8 [2.0] points; P< .0001). On day 21, 39 (68.4%) patients on active medication had a complete remission of AMS symptoms compared with five (8.9%) placebo patients. All secondary outcome criteria displayed similar trends. Eight adverse events were reported that were assessed as being mild or moderate in intensity. No recurrence of AMS symptoms occurred by the end of the eight-week posttreatment observational phase.

Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: A review of clinical research. Front Biosci – Sch. 2011;3 S(4):1363-1389.

A prospective, randomised, double-blind, placebo-controlled trial carried out in the Ukraine (57) investigated the efficacy of a complex homeopathic medication (Sinfrontal), compared to a placebo, in patients with maxillary sinusitis. Between day zero and day seven, Sinfrontal produced a significant reduction in the total symptom score compared to the placebo (p < 0.0001). Eight adverse events were reported, assessed as being of mild or moderate intensity. The authors suggest that this complex homeopathic medication is safe and appears to be an effective treatment for acute maxillary sinusitis.

Bellavite P, Marzotto M, Andreoli B. Homeopathic Treatments of Upper Respiratory and Otorhinolaryngologic Infections: A Review of Randomized and Observational Studies. Altern Complement Integr Med. 2019;5(2):1-20.

Sinfrontal is a complex homeopathic medication (containing Cinnabaris 4D, Ferrum phosphoricum 3D, Mercurius solubilis 6D) that is used for a variety of upper respiratory tract infections and has shown promise as a treatment for rhinosinusitis. A prospective, randomized, double-blind, placebo-controlled trial, carried out in Ukraine, investigated the efficacy of this complex homeopathic medication compared to a placebo, in patients with maxillary sinusitis [60]. Fifty-seven patients received Sinfrontal and 56 patients received placebo. Between  day zero and day seven, Sinfrontal produced a significant reduction in the total symptom score compared to the placebo (p < 0.0001). After three weeks, 68.4% patients on active medication had a complete remission compared with 8.9% of placebo patients. Eight adverse events were reported, assessed as being of mild or moderate intensity. The authors suggest that this complex homeopathic medication is safe and appears to be an effective treatment for acute maxillary sinusitis. A cost-utility analysis based on data from this trial calculated that Sinfrontal led to incremental savings of €275 per patient compared with the placebo over 22 days, essentially due to markedly reduced absenteeism from work [61].

Per avere una visione d’insieme, è possibile raggruppare i dati fin qui esposti circa l’origine dei blocchi di testo che costituiscono la pagina 5 della review di Bellavite recentemente pubblicata.

La situazione è ben rappresentata nello schema seguente, che illustra come l’autore sostanzialmente ricicli nelle sue varie pubblicazioni pezzi di testo propri ed altrui, ricomponendoli di volta in volta secondo necessità e con piccole variazioni.

Si noti come, considerando anche solo la pagina 5 della review del 2019, tutti i lavori sorgente posteriori al primo del 1995 contengono pezzi di testo riciclato, a testimonianza di un modus operandi reiterato.

Naturalmente, nello schema non si tiene conto del fatto che, come appena visto per il blocco 4, il riciclo di testo può essere selettivo e tale da distorcere il significato della fonte originale discussa nelle varie pubblicazioni dell’autore.

Conclusioni

Come è stato ampiamente dimostrato, la recente review pubblicata da Bellavite et al. su rivista predatoria rappresenta un evidente esempio di esteso riciclo testuale; inoltre, l’analisi ha consentito di evidenziare la costanza di tale comportamento nel tempo e anche l’abitudine, almeno recentemente, a pubblicare su riviste predatorie e non indicizzate su PubMed (contraddittoriamente considerata dallo stesso Bellavite standard di qualità).

Inoltre, almeno in un caso è stata documentata la distorsione dell’informazione originariamente pubblicata da altri autori, attraverso l’eliminazione nel testo riciclato di una parte importante di informazione, che indebolirebbe la tesi degli autori del riciclo; tale comportamento, in mancanza di chiare giustificazioni, si configura come falsificazione per omissione.

Il tipo di produzione scientifica esaminato non può quindi avere alcuna utilità nello stabilire l’efficacia dell’omeopatia, soprattutto se paragonato alle serie e metodologicamente solide meta-analisi di segno contrario pubblicate in altre sedi.


[1] Nel 2010, un sottoinsieme delle riviste Hindawi, editore originariamente egiziano, era nella lista dei giornali predatori di Beall, a causa della sospetta cattiva qualità dei processi di revision e della solecitazione via mail di manoscritti; successivemente, Beall rimosse il publisher dalla sua lista, definendolo “border line”. Da allora, il miglioramento di Hindawi è stato continuo, ma non sono mancati numerosi scandali che hanno interessato riviste pubblicate da quell’editore scientifico.

UNA LETTURA ILLUMINANTE: L’ULTIMA REVIEW A SUPPORTO DELL’OMEOPATIA

(special guest… un cane)

Premessa

Qualcuno, visto che è iniziato il processo penale al dott. Mecozzi, accusato dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona di aver cagionato  la morte di un bambino di di 7 anni affetto di otite per aver sconsigliato gli antibiotici ed aver prescritto cure omeopatiche,  crede che l’utilizzo di una pubblicazione su una rivista definita “predatoria” possa servire a convincere i giudici che l’omeopatia sia indicata per l’otite e sia migliore degli antibiotici.

Il giornale dove è stato a tempo di record pubblicato l’articolo che sostiene queste cose è da tempo incluso nella Beall’s list, riferimento per l’individuazione degli editori e dei giornali che pubblicano qualsiasi cosa a pagamento.

A quanto pare, l’editore che pubblica quella rivista ha fra le sue pubblicazioni una nel cui editorial board sedeva un … cane.

Il PTS, tramite i suoi gruppi dedicati all’integrità nella ricerca scientifica e all’omeopatia, ha esaminato comunque anche il contenuto della review in questione; l’analisi di dettaglio è illustrata di seguito.

Considerazioni critiche su una nuova review in tema di omeopatia

Nell’editoria scientifica, e particolarmente per quanto riguarda il settore biomedico, si assiste da alcuni anni all’emersione del fenomeno della pubblicazione open source di bassa qualità. Si tratta di un modello di business piuttosto semplice, basato su uno stravolgimento del concetto di “Open Source”: in cambio di un compenso, una rivista che ha l’apparenza di essere scientifica pubblica articoli che passano una debolissima o nessuna peer review.

Nel caso dell’applicazione dell’omeopatia alle malattie del tratto respiratorio, gli esempi sono molteplici: si ricorda, per esempio, la pubblicazione nel 2015 da parte di un gruppo di Bologna di uno studio che fu ampiamente criticato, non solo per la debolezza dello studio in sé, ma anche per la stessa sede della pubblicazione – all’epoca definito un “crappy journal” – che, guarda caso, consentì agli autori di pubblicare senza dichiarare il proprio conflitto di interesse, essendo collegati alla Boiron.

La cosa veramente sorprendente è che in questo studio si misero a confronto due gruppi di bambini affetti da raffreddore: ad uno fu somministrato un trattamento omeopatico, all’altro una combinazione di antibiotici (amoxicillina-clavulanato) insieme al trattamento omeopatico – ben sapendo che essendo il raffreddore comune una condizione virale, non ci si aspetta nessun effetto dalla somministrazione di antibiotici (se non, in alcuni bambini, qualche effetto collaterale). Uno studio quindi censurabile (per il trattamento antibiotico, che non era necessario né indicato), alla fine del quale, guarda caso, non si osservano differenze fra i due gruppi; nonostante ciò, gli autori concludevano: “Our data confirmthat the homeopathic treatment in questionhaspotential benefits for cough in children …“, oltretutto senza nessun gruppo di controllo privo di trattamento omeopatico.
Proprio questo lavoro, guarda caso, è citato da una recentissima review ove si vorrebbe sostenere tra l’altro che l’omeopatia sia consigliata per il trattamento della Otite Media Acuta.

La review è la seguente:

Bellavite P, Marzotto M, Andreoli B. Homeopathic Treatments of Upper Respiratory and Otorhinolaryngologic Infections: A Review of Randomized and Observational Studies. AlternComplementIntegrMed. 2019;5(2):1-20. doi:10.24966/acim-7562/100068

Ci si chiede come è possibile che gli autori abbiano potuto includere uno studio simile, oltre ad altri che presentano problemi altrettanto gravi, in una review della letteratura che dovrebbe filtrare le migliori evidenze disponibili; e ci si chiede poi come sia possibile che dei revisori non abbiano bloccato questo studio.

La risposta alla prima domanda è probabilmente nel pensiero motivato degli autori stessi, mentre per quanto riguarda la seconda basta considerare la rivista in cui il lavoro è stato pubblicato. In questo caso, non si tratta semplicemente di un giornale “crappy”: si tratta invece di una rivista il cui editore è ben noto per essere predatorio, tanto da costituire un esempio nei corsi di integrità sulla ricerca scientifica che alcuni di noi tengono in varie istituzioni ed essere da tempo incluso nella “Beall’s list” dei “predatory publishers”.

Si definisce predatorio un giornale o un editore che sollecitino aggressivamente la sottomissione o la revisione di manoscritti, che saranno pubblicati in una rivista senza nessuna revisione reale a fronte di un compenso. Per “aggressivamente” si intende soprattutto il fatto che le mail di sollecitazione sono inviate in larga scala a persone che sono completamente al di fuori della materia che dovrebbe essere oggetto di pubblicazione o revisione

Di seguito, la mail di sollecitazione classica ricevuta da un ricercatore completamente al di fuori del settore dalla rivista in cui è stata pubblicata la review sull’omeopatia:

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Warm greetings from the Journal of Alternative, Complementary & Integrative Medicine!

We would like to take an opportunity and introduce the Journal of Alternative, Complementary & Integrative Medicine as one of the journals of Herald Scholarly Open Access. We are in the process of releasing an upcoming issue.

We would like to invite you to peer review a manuscript for the Journal of Alternative, Complementary & Integrative Medicine. The manuscript entitled “Benefits of Dream Work for the Dying” with the reference number HACIM-17-019 abstract is given below; please let us know your opinion to review it. If you accept to review the manuscript, then we will send you the full length article.

Abstract:

This paper provides an examination of the effects of dream work on patients facing end of life. The literature reviewed is an exploration of the value of interaction with dreams though guided dream work techniques as well as using surveys and interviews. Quality of life, comfort, and psychological well-being associated with dream work will also be explored. Additionally, the author will review the research on how dreams and dream content help to mediate the existential crisis faced by those at end of life. The author’s goal is to provide evidence to support the integration of dream work into the existing complementary and integrative practices for palliative care and to highlight the need for further research.

Please feel free to contact us for any queries.

Anticipating your reply

With Best Regards
Emma Lynch
Herald Scholarly Open Access
2561 Cornelia Rd
#205, Herndon, VA 20171
USA
Tel: +1-646-661-6626

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La storia di questa sollecitazione predatoria è specificata in questo blog, tenuto dal ricercatore destinatario della mail.

A parte la sollecitazione aggressiva per ottenere sottomissioni e revisioni, gli editori predatori ovviamente sono caratterizzati dal pubblicare articoli di bassissima qualità, senza nessun filtro di peer-review.

L’editore della rivista in questione è diventato tristemente famoso nel 2015, quando accettò fra gli editor del board di una propria rivista un … cane. Dopo l’ennesima sollecitazione aggressiva, infatti, un ricercatore australiano decise di registrare il proprio cane (come esperto in scienze canine, ovviamente …) e si arrivò al punto di ricevere persino un manoscritto da rivedere.

La storia è ben documentata qui e fu riportata anche da Science.

In realtà, vi sono ulteriori elementi che confermano la bassa qualità della review in questione, che non poteva che essere pubblicata su una rivista predatoria.

Consideriamo per esempio i lavori revisionati. Di uno si è già detto in apertura; ma riteniamo interessante portare all’attenzione del lettore il fatto che molti degli studi citati misurino l’effetto dell’omeopatia, senza alcun controllo; in altre parole, in almeno 9 dei lavori considerati nella review, sono descritti solo pazienti trattati con rimedi omeopatici, senza nessun confronto con alcun altro gruppo di controllo. In altri 21 degli studi inclusi, manca un controllo contro un gruppo trattato con il solo placebo; si tratta, nel caso dell’omeopatia, di un controllo fondamentale, visto che l’effetto dei preparati omeopatici è spiegabile in termine di placebo. Per il resto, la decina di trial, molto eterogenei tra loro, non permette affatto di stabilire in modo statisticamente significativo il funzionamento dell’omeopatia oltre l’effetto placebo; anzi, alcuni fra questi dieci lavori rimanenti affermano che l’omeopatia è indistinguibile da esso, e comunque combinando i dati di efficacia (una procedura non corretta in caso di condizioni eterogenee come quelle considerate in questi lavori) non si raggiunge alcuna significatività statistica. In allegato a questo documento, forniamo una tabella Excel in supporto alle affermazioni appena enunciate.

A parte la dubbia selezione dei lavori revisionati, i metodi stessi degli autori, basati su affermazioni che sono prive di supporto solido, sono alquanto discutibili; anche essi non potevano che trovare posto in una rivista predatoria.

Per esempio, consideriamo la seguente frase a pagina 13, nella discussione:

“Though the number of papers published in peer-reviewed journals is increasing, many homeopathic clinical studies are still characterized by low standards of methodology a problem which is, however, equally common in the conventional medical literature”

Si tratta di un’equazione assolutamente non supportata dai fatti: non è per nulla vero che gli studi clinici definiti dagli autori “convenzionali” siano affetti dallo stesso tipo di difetti appena elencati per i 41 lavori da essi selezionati. Per esempio, risulta molto difficile fare un numero di esempi significativo per studi clinici pubblicati in cui si descriva un solo trattamento, senza alcun gruppo di paragone o controllo; senza contare la bassa standardizzazione degli endpoints, la spesso piccola dimensione del campione e la più volte mancata randomizzazione e cecità negli studi di farmaci omeopatici.

Singolari sono pure certe affermazioni ed il linguaggio poco rigoroso usato nelle conclusioni di questo lavoro su rivista predatoria, laddove per esempio si afferma quanto segue:

“In a relatively small field like homeopathy, where scientific research is still in its infancy and there is no consensus on the model validity of different approaches, we have the advantage of including the contribution, albeit partial, of each publication of sufficient validity and therefore of having an overall view of literature. In the light of the clinical findings, the use of individualized homeopathy or homeopathic medicines could be regarded as a possible option in the elds reviewed in this work particularly in the infections of upper airways, otitis and rhinopharyngitis provided that the homeopathic diagnosis and prescription is correct and is integrated with other possible effective treatments.”

Come si può notare, l’intero paragrafo è tra il tautologico e il non sense; senza contare che si fa riferimento all’inclusione di pubblicazioni di “sufficiente validità” (su una metrica arbitraria, stabilita dagli autori e non quantitativa).

Si tratta solo di esempi della retorica che intride questa pubblicazione, basata su frasi non supportate dai dati presentati; il lettore potrà senz’altro rinvenire altri casi.

Conclusioni.

In conclusione, dal punto di vista dei contenuti:

  1. la nuovissima review, che pretenderebbe di dimostrare l’efficacia dell’omeopatia nelle infezioni dell’alto tratto respiratorio, include tra i lavori che esamina (considerandoli in supporto) alcuni lavori da tempo screditati per le loro falle metodologiche ed etiche;
  2. I lavori considerati quasi sempre non includono controlli opportuni o addirittura considerano solo pazienti trattati con il placebo, senza nessun gruppo di paragone;
  3. La review contiene al suo interno affermazioni tautologiche, non supportate quantitativamente dall’analisi svolta, ed è debolissima dal punto di vista metodologico, fondandosi principalmente sul giudizio soggettivo degli autori che spesso tradisce una semplice volontà di affermazione dell’omeopatia a spese della medicina da loro definita come convenzionale.

Non a caso, il contenitore di una review come questa non è altro che una rivista predatoria pubblicata da uno dei più famosi publisher predatori; un esempio di scuola di inquinamento della letteratura scientifica, a mezzo di un articolo che intende supportare le tesi preconcette degli autori.

Salviamo la ricerca biomedica

Il mondo della ricerca dice basta.

Percorsi di carriera lunghi, sottopagati, sottoposti ad una normativa vessatoria che si discosta dal dettato europeo, con scarsi finanziamenti, insultati ed aggrediti dagli animalisti, i ricercatori italiani hanno preso l’iniziativa e lanciato la petizione “Salviamo la ricerca biomedica italiana”.

Inizia così la nota invito a sottoscrivere la petizione Salviamo la ricerca biomedica italiana” che potete leggere integralmente cliccando qui o sottoscrivere direttamente a questo link.

Se preferisci supportare l’iniziativa semplicemente stampando il comunicato puoi scaricare il pdf a questo link.

UN DECALOGO PER IL “DIRITTO ALLA SCIENZA” CONTRO PSEUDOSCIENZA E CIARLATANI

Al Governo Conte-bis vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro.

Osserviamo con soddisfazione, tra i 29 punti del Programma di Governo, l’undicesimo punto, che riguarda l’Università e la Ricerca Scientifica, tema centrale, in quanto elemento cruciale e determinante per lo sviluppo del Paese e il ventitreesimo punto, che richiama il diritto di accesso alla rete per tutti i cittadini. 

 “L’augurio del PTS” – dice il Presidente Pier Luigi Lopalco va di pari passo con l’esortazione a considerare le evidenze scientifiche come stella polare dell’attività di indirizzo e coordinamento non solo del Ministero della Salute, ma di tutto il Governo. E mettiamo a piena disposizione i tanti esperti del Patto per supportare ogni azione che il Governo voglia intraprendere per assicurare ai nostri concittadini le migliori cure, basate sulle evidenze scientifiche e ai più giovani una corretta e adeguata formazione per fronteggiare la disinformazione e i ciarlatani.”

Per questo inviamo al governo 10 proposte per rimettere al centro dell’azione politica la razionalità e il metodo scientifico, valorizzando le informazioni corrette, la formazione mirata e la ricerca scientifica:

  1. Considerare le evidenze scientifiche come stella polare di qualsiasi decisione governativa inerente la vita e la salute dei cittadini
  2. Non favorire in alcun modo la diffusione di pseudoscienza e pseudo-medicina, che mettono a repentaglio la salute pubblica, in alcun documento o esternazione del governo e dei singoli Ministeri e Ministri (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: non diffondere messaggi a favore dell’omeopatia, dell’anti-vaccinismo, dei negazionismi verso le malattie, né supportare terapie che non abbiano comprovata efficacia scientifica).
  3. Creare nuovi percorsi formativi, sin dalle scuole elementari, che permettano ai cittadini di comprendere il metodo scientifico, che educhino al pensiero scientifico e razionale, che forniscano gli strumenti conoscitivi per discernere fonti e qualità delle informazioni ricevute, in modo da potersi difendere da informazioni false e ciarlatani che mettono a repentaglio la loro salute.
  4. Definire percorsi di formazione continuativa, anche collegati alla formazione obbligatoria permanente degli ordini, per tutte le professionalità che hanno a che fare con la medicina, la ricerca e la scienza (non solo tutte le professionalità mediche e di assistenza, ma anche giornalisti, comunicatori, insegnanti), in modo che siano correttamente informati rispetto alle evidenze scientifiche e sappiano come meglio esporle ai cittadini.
  5. Promuovere campagne di informazione governative rivolte a tutti i cittadini per contrastare le false informazioni e le campagne mistificatorie in materia di vaccini, omeopatia, false terapie, ricerca in vivo, etc
  6. Costruzione di percorsi giudiziari chiari e inasprimento delle pene contro chiunque abusi la credulità popolare e faccia leva sulle debolezze delle persone malate proponendo cure, rimedi o strumenti che non hanno efficacia scientificamente comprovata
  7. Inquadramento giuridico e legislativo della frode scientifica
  8. Potenziare gli investimenti in ricerca, con attenzione particolare alla trasparenza dei bandi; alla possibilità per tutti i ricercatori di poter applicare ai grant in maniera “bottom-up” senza filtri o accessi facilitati; utilizzando criteri di valutazione chiari rispetto a concorsi e avanzamenti di carriera; costruendo un solido sistema di peer-review.
  9. Per il reclutamento dell’Agenzia Nazionale di coordinamento delle politiche pubbliche sulla ricerca sono necessarie procedure trasparenti. I membri dell’Agenzia devono avere un mandato a termine e non avere conflitti di interesse.
  10. Per quel che concerne la ricerca in vivo, adeguarsi quanto prima alla Direttiva UE 2010/63 sulla tutela degli animali impiegati a fini sperimentali abbracciando il principio delle 3R – Replacement, Reduction e Refinement – ovvero la sostituzione con metodi alternativi quando disponibili, riduzione del numero di animali impiegati, e ricorso a tutti i metodi possibili per garantire le migliori condizioni di vita agli animali.

ALLA SCIENZA ITALIANA SERVONO DELLE REGOLE DI CONDOTTA

IL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA CHIEDE AI VERTICI DELL’AIRC DI PRENDERE POSIZIONE SULL’INDAGINE DELLA PROCURA DI MILANO RELATIVA ALLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE CON IMMAGINI MANIPOLATE

La Procura di Milano ha recentemente concluso una indagine lunga e complessa che ha provato la manipolazione di alcune immagini di pubblicazioni scientifiche.

Secondo i consulenti scientifici incaricati dalla Procura di Milano “sulle 32 analizzate, 25 pubblicazioni scientifiche sono risultate oggetto di manipolazione delle immagini ottenute con la tecnica della gel elettroforesi”.

Nell’inchiesta si erano costituiti come parte civile l’associazione di consumatori Codacons, l’Associazione italiana per i diritti del malato, l’Istituto nazionale dei tumori di Milano e l’AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Per quella che viene chiamata “misconduct” degli scienziati, ovvero comportamenti impropri nel portare avanti le ricerche, non esiste in Italia un corrispondente reato. In Europa solo Danimarca e Norvegia hanno una legge per contrastare il fenomeno delle frodi scientifiche, mentre altri paesi europei si sono dotati di linee guida e di codici etici applicati da tutti gli organismi interessati. In Italia non esiste nulla del genere. Nel 2015 il CNR ha adottato delle linee guida specifiche in materia, che ha aggiornato ad aprile. Alcuni atenei hanno fatto lo stesso. Ma non esistono una regolamentazione nazionale o codici di condotta condivisi.

Noi del Patto Trasversale per la Scienza, nel rispetto dei cittadini, della loro salute, della loro fiducia nei risultati della ricerca e perché la reputazione dei ricercatori e della scienza stessa venga rispettata chiediamo chiarezza e trasparenza rispetto a quanto accaduto e ribadiamo la necessità di una regolamentazione nazionale in materia. Riteniamo che sia necessario dotare le istituzioni scientifiche e di ricerca di un sistema di identificazione e sanzione dei casi di cattiva condotta scientifica. Parallelamente è necessario liberare da ogni conflitto di interesse e dotare di regole chiare che favoriscano l’integrità scientifica ogni organismo di raccolta e gestione dei fondi per la ricerca.

Per questo, in un silenzio che sta diventando assordante sulla vicenda, il Patto Trasversale per la Scienza chiede ai vertici di AIRC, in una lettera aperta, di unire le forze per liberare l’opinione pubblica da ogni sfiducia verso i ricercatori, la scienza e chi raccoglie fondi per la ricerca creando un movimento unitario per far si che vengano creati a livello nazionale gli strumenti necessari per tutelare i cittadini da eventuali manipolazioni scientifiche.

Il testo integrale della lettera inviata ai vertici dell’AIRC

LETTERA APERTA DEL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA AI VERTICI DI AIRC

Alcuni fra i massimi esponenti della ricerca oncologica nazionale sono stati coinvolti in un’indagine che, secondo l’accusa, ha dimostrato la presenza di immagini manipolate o comunque alterate nei loro lavori. L’indagine della Procura di Milano ha coinvolto diversi ricercatori di punta nell’ambito della ricerca sul cancro, che lavorano in altrettante strutture importanti della città lombarda. Al momento non è dato sapere quali pubblicazioni scientifiche siano risultate manipolate, né se la presenza di immagini manipolate o comunque alterate abbia modificato in modo rilevante il contributo della pubblicazione all’avanzamento della conoscenza nell’ambito studiato. Ma quello che è venuto alla ribalta deve far riflettere.

La scienza progredisce grazie alla continua verifica dei risultati ed alla correzione di eventuali errori. E’ questo un elemento imprescindibile del metodo scientifico. Il ricercatore che non ammette i propri errori e non li corregge, per frustrazione o per interessi personali, diviene il peggiore nemico della scienza e mina alle basi il rapporto di fiducia fra il cittadino e gli enti di ricerca.

Al Patto Trasversale per la Scienza non spetta emettere verdetti di colpevolezza o di innocenza, ma i suoi aderenti sentono la necessità di far sì che la comunità stessa si doti di anticorpi più robusti perché certi fatti non si ripetano.

In particolare, riteniamo che si debba procedere per:

  1. Dotare tutte le istituzioni scientifiche e di ricerca del nostro Paese di un sistema coerente ed omogeneo per la gestione, l’identificazione precoce e la correzione degli eventuali casi di cattiva condotta scientifica
  2. Far sì che i finanziatori, pubblici e privati, della ricerca scientifica, i quali raccolgono soldi dai cittadini italiani o direttamente o attraverso le tasse, siano essi stessi scevri da conflitti di interesse e dotati di regole chiare per favorire la pratica dell’integrità scientifica

Per quello che riguarda il primo punto, alcuni passi nella giusta direzione sono stati fatti negli ultimi anni, dato che diverse istituzioni nazionali si sono dotate di regolamenti per il mantenimento dell’integrità nella ricerca scientifica. Ma il panorama generale è ancora troppo frammentato. E’ necessario invece uno sforzo di livello nazionale, che coordini e riscriva poche regole chiare ed efficaci, valide per tutti ed applicate ugualmente per tutti.

Per quel che riguarda il secondo punto, come è noto, spesso i comportamenti impropri sono indotti dalla pressione psicologica di dover produrre risultati concreti per lo sponsor che ha finanziato la ricerca o per affermare il proprio status scientifico in un determinato settore. Questo è ancora più vero in un sistema altamente competitivo gravato da una disponibilità di fondi sempre più ridotta. Le agenzie che distribuiscono fondi di ricerca devono quindi vigilare dotandosi di un attento sistema di regole e controlli sia prima che dopo l’assegnazione dei finanziamenti.

Nel caso specifico, come Patto Trasversale per la Scienza, ci rivolgiamo ai vertici di AIRC perché prendano immediatamente una posizione pubblica rispetto all’indagine della procura di Milano e, in tempi rapidi, si dotino, sull’esempio di altre agenzie di finanziamento sia italiane che estere, di procedure più stringenti  che garantiscano sulla bontà della selezione per l’assegnazione dei fondi, che vigilino sulla qualità della ricerca prodotta e, infine, che limitino grandemente il rischio di condotte scientifiche scorrette. Ne va della reputazione delle tante associazioni e fondazioni che, come AIRC, meritoriamente raccolgono fondi per sostenere la ricerca italiana. Lo dobbiamo ai tanti concittadini che con le loro donazioni permettono il finanziamento della ricerca, ma ne va, più in generale, della reputazione della scienza.

Associazione Patto Trasversale per la Scienza

Vaccini, Viagra e “dottorati” ad Harvard

La conferenza stampa a Montecitorio convocata dai comitati No Vax del Veneto, patrocinata dalla deputata ex M5S Sara Cunial, si è svolta come previsto. Ancora nessun dato, ancora nessun risultato. Ma tanta propaganda e diffusione di dubbi sulla sicurezza dei vaccini da parte della imperterrita associazione. Tanta confusione fra strane sostanze trovate nei vaccini e uranio impoverito, fra analisi condotte in laboratori misteriosi all’estero e articoli scientifici mai pubblicati. La conferenza stampa ha preso però una piega inaspettata quando ha chiesto di parlare il deputato M5S Marco Bella, docente di chimica organica, esperto di spettrometria di massa, nonché sostenitore della prima ora del Patto Trasversale per la Scienza. L’On. Bella ha dapprima contestato il curriculum della dottoressa, che reca, tra l’altro un “dottorato ad Harvard”, aggiungendo di aver inviato una richiesta di delucidazioni al prestigioso ateneo e di averne avuto risposta negativa, per poi chiedere come abbia fatto la ricerca a dimostrare la presenza di Viagra in un vaccino. Le risposte della dott.ssa Bolgan possono essere sintetizzate in un imbarazzante balbettio.

“Quando chi spaccia fuffa incontra un vero esperto di spettrometria di massa i risultati sono sotto gli occhi di tutti.” Ha commentato Pier Luigi Lopalco, presidente del PTS “Il problema è che queste bugie possono spaventare qualche genitore un po’ sprovveduto e a pagarne le conseguenze sono i bambini. Ma questi episodi ci motivano ancora di più a proseguire nelle nostre azioni di contrasto alle pseudoscienze”.

Libertà di scelta non vuol dire libertà di disinformare

Il prossimo 27 giugno la sala stampa della Camera dei Deputati sarà usata per danneggiare la salute pubblica.
In questi giorni una bambina di 10 anni è in prognosi riservata nell’Ospedale di Verona per aver contratto il tetano. I suoi genitori, vittime della pressante disinformazione diffusa nel loro territorio da associazioni come CORVELVA, non l’avevano vaccinata nonostante i ripetuti inviti dei
servizi vaccinali. Proprio CORVELVA insiste con la sua propaganda e lo fa utilizzando la casa di tutti: i locali del Parlamento della Repubblica.
Gli argomenti propagandati dall’associazione non hanno nulla a che fare con la scienza. Già mesi fa, in occasione di un evento simile, erano stati presentati risultati di “ricerche” che non avevano la benché minima validità scientifica, ma il solo scopo di diffondere dubbi sulla sicurezza
dei vaccini e indurre i genitori a non vaccinare i propri figli. Le analisi che sostenevano di aver trovato nei vaccini di tutto, dai metalli pesanti al Viagra, erano il frutto di basilari errori metodologici che diversi scienziati non hanno fatto fatica a smascherare. I vaccini che la sanità pubblica utilizza sono, infatti, sottoposti a lunghi anni di valutazione clinica e ad una ferrea normativa europea che prevede centinaia di controlli di qualità anche da organi indipendenti ed altamente qualificati come l’Istituto Superiore di Sanità.
A nome del Patto Trasversale per la Scienza – che rappresenta circa seimila fra ricercatori, medici, giornalisti e semplici cittadini -, chiediamo che i locali del Parlamento non vengano, né ora né mai più, utilizzati per ospitare chi ha sulla coscienza migliaia di bambini non vaccinati, potenziali vittime di malattie terribili – ma pienamente prevenibili grazie ai vaccini come pertosse, difterite, meningite o tetano. Come la povera bimba di Verona a cui vanno tutti i nostri auguri di una pronta guarigione e che possa dimenticare presto questa brutta esperienza.

Prof. Pierluigi Lopalco, Presidente del Patto Trasversale per la Scienza
Con il Direttivo dell’Associazione:
Prof. Andrea Cossarizza, Prof. Roberto Burioni, Prof. Guido Silvestri, Prof. Andrea Grignolio, Dr.ssa Julia Filingeri, Dott. Diego Pavesio, Dr.ssa Francesca Ulivi, Dr.ssa Giulia Corsini, Dr.ssa Maria Santoro, Prof. Avv. Luciano Butti, Avv. Corrado Canafoglia, Dr. Luca Pezzullo.

Siamo il Patto Trasversale per la Scienza

Ricorderemo il 5 giugno 2019 come una data speciale. Per noi rappresenta la “posa” della prima pietra di un immenso impegno a favore della scienza e contro i soprusi di ciarlatani. Nell’aula magna dell’Università Statale di Milano, ospiti del convegno ICAR, abbiamo contato alla nostra presentazione oltre 200 presenze e grazie al collegamento streaming 18 mila persone raggiunte e 1200 interazioni.

L’interesse c’è. Il Patto, lo abbiamo visto proprio in questa “prova” generale, riesce a muovere “fisicamente” centinaia di persone e altrettante coscienze di cittadini italiani che hanno scelto, sottoscrivendo la propria adesione, di riporre in noi fiducia e collaborare attivamente alla difesa dei valori che caratterizzano la scienza. Tanti personaggi illustri hanno deciso di “metterci la faccia” ed esporre pubblicamente il sostegno al progetto. A loro va il nostro personale ringraziamento e la richiesta di restare sempre al fianco del Patto per costruire assieme un Paese migliore.

Contro impostori e ciarlatani, il Patto ha schierato i suoi quattro “genitori”(Guido Silvestri, Roberto Burioni, Pierluigi Lopalco e Andrea Cossarizza): “La scienza è un valore che si costruisce con fatica, ci migliora la vita e in qualche modo ci rende più felici – spiega Roberto Burioni, professore di virologia all’Università San Raffaele di Milano –  ho iniziato a pensare all’importanza di creare il Patto il giorno in cui una mamma mi ha confessato di voler ascoltare l’altra campana”. Non esistono versioni diverse da quelle confermate scientificamente, non soltanto per i vaccini ma per tutte le malattie che la medicina prova a combattere: “Quanta disinformazione oggi – sottolinea Guido Silvestri, professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta – la politica purtroppo ha utilizzato il tema della salute pubblica senza contare sulle evidenze, sfruttandolo per scopi di natura elettorale”.

Al nostro convegno di presentazione, toccanti le testimonianze pro scienza raccolte dal giornalista RAI Gerardo d’Amico: Romina Scaloni, vittima del suo ex fidanzato negazionista dell’HIV, Andrea Lanfri, atleta paralimpico colpito nel 2015 da una meningite fulminante e Lara Redditi di Io Vaccino, mamma di una bimba trapiantata di fegato.

“Quest’associazione è un manifesto collettivo – dichiara il presidente Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’Università di Pisa e presidente del PTS – la scienza parla un linguaggio universale, è proprietà di tutti e al servizio di tutti”. L’interlocutore del Patto resta principalmente la politica: “Ma anche la società civile, le scuole – afferma – poiché la pseudoscienza spesso si annida proprio all’Università”.

Un pediatra su tre purtroppo prescrive omeopatia, per questo il Patto dovrà riportare conoscenza e metodo scientifico soprattutto partendo dal settore sanitario: “Dobbiamo imparare a comunicare – ha dichiarato il vicepresidente del PTS Andrea Cossarizza, professore ordinario di Patologia Generale e Immunologia di Unimore e presidente della società internazionale ISAC – soltanto in questo modo potremo superare l’ignoranza e la superstizione, le false notizie, attraverso gruppi di lavoro efficaci”.

Consensi anche dal mondo della politica. Chiaro l’appello dell’ex ministro alla salute Beatrice Lorenzin autrice della legge sull’obbligo vaccinale che tanto in Italia ha fatto discutere: “C’è necessità di ricostruire un ponte tra decisori e scienza – spiega – sono innamorata del principio della mia legge che resta uno strumento a disposizione di tutte le forze al governo”.

Dalla politica si sono alzate altre autorevoli voci: “Le istituzioni dovrebbero sostenere il Patto, non mettere in discussione il metodo scientifico e la verità, un concetto purtroppo sempre più labile – commenta Giorgio Gori, sindaco di Bergamo – cosi come gli operatori dell’informazione dovrebbero contrastare le continue distorsioni delle notizie”. Concorde anche la senatrice Elena Fattori del M5S: “Dobbiamo sostenere il Patto per fare il bene dei cittadini, disinnescare la competizione politica sulla scienza e restituire la scienza agli scienziati”. Il Patto però è anche una questione di istruzione: “è necessario sviluppare la capacità critica dei giovani, la scuola è fondamentale – afferma l’onorevole Paola Frassinetti di FdI – in una fase cosi delicata in cui si manifestano fenomeni irrazionali dettati dall’ignoranza, le forze politiche devono compiere uno sforzo comune, la scienza non ha colore”.

L’Italia è il Paese delle cure per “acclamazione” e delle manifestazioni di piazza: la terapia Di Bella, Stamina, il siero di Bonifacio e molte altre ancora: “è molto importante il Patto anche per il mondo del diritto – dichiara il procuratore Giuseppe Guariniello, lo stesso che ha impiantato il processo di Stamina – spesso è difficile trovare consulenti senza conflitti d’interesse, in molte cause gli esperti affermano l’uno il contrario dell’altro, per questo la scienza e il Patto possono darci un contributo fondamentale per contrastare le false cure miracolose sulle quali siamo chiamati a decidere”.

Il sistema degli scienziati non è perfetto, lo dimostra l’articolo criminale dell’ex medico radiato Andrew Wakefield pubblicato in The Lancet: “Anche Omero a volte si addormenta –conclude Burioni -nella scienza però trionfa sempre la verità, noi ci siamo impegnati e continueremo a farlo per vincere una partita tanto difficile quanto fondamentale per la salute di tutti”.

EVENTO DI LANCIO DEL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA

PER PROTEGGERE I CITTADINI DA BUFALE MEDICHE E CIARLATANI

MERCOLEDI’ 5 GIUGNO ALL’UNIVERSITA’ STATALE DI MILANO L’EVENTO DI LANCIO DEL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA

Gli scienziati Roberto Burioni, Guido Silvestri, Pier Luigi Lopalco, Andrea Cossarizza, Silvio Garattini, Giorgio Trizzino, i giornalisti Enrico Mentana e Gerardo D’Amico, i parlamentari Beatrice Lorenzin, Elena Fattori, Maria Stella Gelmini, i sindaci Andrea Gnassi e Giorgio Gori e moltissime altre personalità del mondo della scienza, della medicina, della divulgazione, delle istituzioni e della società civile saranno presenti all’evento di presentazione del Patto Trasversale della Scienza e della Associazione che tramuterà l’Appello del Patto in fatti concreti che tutelino il diritto di ogni italiano di essere formato, informato, curato, assistito e governato nel rispetto della scienza e delle evidenze scientifiche.

Durante l’evento, dal titolo La Salute Basata sulle Evidenze saranno presenti alcune persone che attraverso la loro storia racconteranno come la scienza possa salvare la vita e come sia necessario tenere in considerazione le evidenze scientifiche per assicurare un futuro di sviluppo e crescita alla nostra società:

  • Romina Scaloni, vittima dei un compagno che, negando il virus dell’AIDS, l’ha infettata e ha ucciso la precedente compagna. Romina, dopo esser stata salvata dalla medicina ha iniziato una lotta per la giustizia che ha portato l’ex compagno in carcere.  Oggi si batte per la corretta informazione medico-scientifica sull’HIV/AIDS.
  • Andrea Lanfri, il primo atleta a sottoscrivere il Patto Trasversale per la Scienza, che ha perso entrambe le gambe e sette dita a causa della meningite e che ha reagito divenendo il primo atleta italiano della storia a correre i 100 metri piani in 12 secondi con doppia protesi degli arti inferiori.
  • Lara Redditi, ribattezzata “mamma guerriera” di una bimba immunosoppressa, infaticabile promotrice di #IoVaccino, che in pochi mesi ha raccolto 300 mila firme con una petizione rivolta al governo sull’obbligo vaccinale.

Per chi non è malato o non ha tra i propri cari persone malate, per chi non è stato vittima di falsi guaritori, che ammaliano le persone nel momento in cui sono più deboli e vulnerabili o per chi non è caduto nelle tante trappole e false informazioni della pseudo-scienza non è forse semplice comprendere come la scienza possa salvare la vita ogni giorno e saranno oltre ai ricercatori, soprattutto Scaloni, Lanfri e Redditi a spiegarlo, attraverso le loro testimonianze.

L’evento, moderato dal conduttore di RaiNews 24 e divulgatore scientifico Gerardo D’Amico, terminerà con un talk show nei quali i politici e gli amministratori presenti, controparte del Patto, potranno dibattere su come orientare le loro scelte in favore della ricerca.

Appuntamento il 5 giugno alle ore 13,00 presso l’Aula Magna della Università Statale di Milano.

ANDREA DE LUCA (1964-2019)

Diversi amici ci hanno scritto per informarci, con grande dolore, della tragica scomparsa del carissimo amico e collega Andrea De Luca, avvenuta il 4 febbraio in un incidente stradale. Ai suoi familiari vanno le nostre più sentite condoglianze.

Andrea, originario di Chieti, laureato a Roma e da anni Professore Ordinario alla Università di Siena era un punto di riferimento delle malattie infettive e della ricerca su HIV in Italia, sempre in prima fila anche sul versante sociale.

Tra i PRIMISSIMI FIRMATARI del Patto Trasversale per la Scienza, Andrea ci aveva già scritto per mettersi con entusiasmo a disposizione del gruppo PTS, sempre desideroso di aiutare la scienza vera.

Andrea era un bravissimo medico, un ottimo ricercatore, un docente di straordinario valore, un infaticabile organizzatore ed un collega sempre molto attento alle tematiche sociali e psicologiche dell’infezione da HIV.

Ma qui lo vogliamo ricordare soprattutto per ciò che era: un ragazzo d’oro, un amico buono e generoso, sempre affettuoso e sorridente. Andrea mancherà tantissimo a tutti noi, e faremo di tutto per ricordarlo come merita, dentro ICAR e dentro PTS.