Siamo il Patto Trasversale per la Scienza

Ricorderemo il 5 giugno 2019 come una data speciale. Per noi rappresenta la “posa” della prima pietra di un immenso impegno a favore della scienza e contro i soprusi di ciarlatani. Nell’aula magna dell’Università Statale di Milano, ospiti del convegno ICAR, abbiamo contato alla nostra presentazione oltre 200 presenze e grazie al collegamento streaming 18 mila persone raggiunte e 1200 interazioni.

L’interesse c’è. Il Patto, lo abbiamo visto proprio in questa “prova” generale, riesce a muovere “fisicamente” centinaia di persone e altrettante coscienze di cittadini italiani che hanno scelto, sottoscrivendo la propria adesione, di riporre in noi fiducia e collaborare attivamente alla difesa dei valori che caratterizzano la scienza. Tanti personaggi illustri hanno deciso di “metterci la faccia” ed esporre pubblicamente il sostegno al progetto. A loro va il nostro personale ringraziamento e la richiesta di restare sempre al fianco del Patto per costruire assieme un Paese migliore.

Contro impostori e ciarlatani, il Patto ha schierato i suoi quattro “genitori”(Guido Silvestri, Roberto Burioni, Pierluigi Lopalco e Andrea Cossarizza): “La scienza è un valore che si costruisce con fatica, ci migliora la vita e in qualche modo ci rende più felici – spiega Roberto Burioni, professore di virologia all’Università San Raffaele di Milano –  ho iniziato a pensare all’importanza di creare il Patto il giorno in cui una mamma mi ha confessato di voler ascoltare l’altra campana”. Non esistono versioni diverse da quelle confermate scientificamente, non soltanto per i vaccini ma per tutte le malattie che la medicina prova a combattere: “Quanta disinformazione oggi – sottolinea Guido Silvestri, professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta – la politica purtroppo ha utilizzato il tema della salute pubblica senza contare sulle evidenze, sfruttandolo per scopi di natura elettorale”.

Al nostro convegno di presentazione, toccanti le testimonianze pro scienza raccolte dal giornalista RAI Gerardo d’Amico: Romina Scaloni, vittima del suo ex fidanzato negazionista dell’HIV, Andrea Lanfri, atleta paralimpico colpito nel 2015 da una meningite fulminante e Lara Redditi di Io Vaccino, mamma di una bimba trapiantata di fegato.

“Quest’associazione è un manifesto collettivo – dichiara il presidente Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’Università di Pisa e presidente del PTS – la scienza parla un linguaggio universale, è proprietà di tutti e al servizio di tutti”. L’interlocutore del Patto resta principalmente la politica: “Ma anche la società civile, le scuole – afferma – poiché la pseudoscienza spesso si annida proprio all’Università”.

Un pediatra su tre purtroppo prescrive omeopatia, per questo il Patto dovrà riportare conoscenza e metodo scientifico soprattutto partendo dal settore sanitario: “Dobbiamo imparare a comunicare – ha dichiarato il vicepresidente del PTS Andrea Cossarizza, professore ordinario di Patologia Generale e Immunologia di Unimore e presidente della società internazionale ISAC – soltanto in questo modo potremo superare l’ignoranza e la superstizione, le false notizie, attraverso gruppi di lavoro efficaci”.

Consensi anche dal mondo della politica. Chiaro l’appello dell’ex ministro alla salute Beatrice Lorenzin autrice della legge sull’obbligo vaccinale che tanto in Italia ha fatto discutere: “C’è necessità di ricostruire un ponte tra decisori e scienza – spiega – sono innamorata del principio della mia legge che resta uno strumento a disposizione di tutte le forze al governo”.

Dalla politica si sono alzate altre autorevoli voci: “Le istituzioni dovrebbero sostenere il Patto, non mettere in discussione il metodo scientifico e la verità, un concetto purtroppo sempre più labile – commenta Giorgio Gori, sindaco di Bergamo – cosi come gli operatori dell’informazione dovrebbero contrastare le continue distorsioni delle notizie”. Concorde anche la senatrice Elena Fattori del M5S: “Dobbiamo sostenere il Patto per fare il bene dei cittadini, disinnescare la competizione politica sulla scienza e restituire la scienza agli scienziati”. Il Patto però è anche una questione di istruzione: “è necessario sviluppare la capacità critica dei giovani, la scuola è fondamentale – afferma l’onorevole Paola Frassinetti di FdI – in una fase cosi delicata in cui si manifestano fenomeni irrazionali dettati dall’ignoranza, le forze politiche devono compiere uno sforzo comune, la scienza non ha colore”.

L’Italia è il Paese delle cure per “acclamazione” e delle manifestazioni di piazza: la terapia Di Bella, Stamina, il siero di Bonifacio e molte altre ancora: “è molto importante il Patto anche per il mondo del diritto – dichiara il procuratore Giuseppe Guariniello, lo stesso che ha impiantato il processo di Stamina – spesso è difficile trovare consulenti senza conflitti d’interesse, in molte cause gli esperti affermano l’uno il contrario dell’altro, per questo la scienza e il Patto possono darci un contributo fondamentale per contrastare le false cure miracolose sulle quali siamo chiamati a decidere”.

Il sistema degli scienziati non è perfetto, lo dimostra l’articolo criminale dell’ex medico radiato Andrew Wakefield pubblicato in The Lancet: “Anche Omero a volte si addormenta –conclude Burioni -nella scienza però trionfa sempre la verità, noi ci siamo impegnati e continueremo a farlo per vincere una partita tanto difficile quanto fondamentale per la salute di tutti”.

Il Patto Trasversale per la scienza al fianco delle Università di Torino e di Parma per la sperimentazione animale

L’associazione Patto Trasversale per la Scienza – presentata a Milano lo scorso 5 giugno e che ha tra i soci fondatori Roberto Burioni, Guido Silvestri, Pier Luigi Lopalco, Andrea Cossarizza e numerosi altri ricercatori, giuristi e giornalisti, nata per sostenere e incentivare il diritto/dovere di ogni italiano ad essere formato, informato, curato, assistito e governato nel rispetto della scienza e delle evidenze scientifiche – appoggia le Università di Torino e di Parma nella vicenda relativa alla Petizione “Salviamo i Macachi” della LAV (Lega Anti Vivisezione). La petizione online su change.org e i relativi comunicati stampa della LAV, riportati da molti
quotidiani, sono state sottoposte ad un fact-checking congiunto (a seguire) da parte delle Università di Torino e di Parma, che dimostra come il testo stesso riporti un’ampia serie di informazioni inesatte.

La LAV ha lanciato una petizione online su change.org per chiedere alla Ministra Grillo di sospendere una sperimentazione in corso su 4/6 macachi nell’ambito di una ricerca sulla cecità da trauma, volta a curare chi è affetto da “blindsight” o “visione cieca”, un particolare disturbo visivo che colpisce persone che hanno subito un danno cerebrale. Il progetto Lightup, questo il nome della sperimentazione, è stato approvato, nei suoi aspetti scientifici ed etici, dallo European Research Council, dai comitati etici e dagli Organismi Preposti al Benessere Animale (OPBA) delle Università di Torino e Parma, e infine dal Ministero della Salute.
Lo scorso 7 giugno si è tenuto un sopralluogo ispettivo a sorpresa da parte del Ministero della Sanità presso gli stabulari dell’Università di Parma e gli ispettori non hanno riportato nessuna anomalia di rilievo.
I primi ad essere consapevoli, sensibili e rispettosi dei risvolti etici che la sperimentazione animale porta con sé sono i ricercatori, che agiscono sempre nell’ambito della legalità e del rispetto degli animali. La normativa in materia è stringente e i controlli indipendenti sono a capo di istituzioni sia nazionali che internazionali, che valutano tutti gli aspetti tecnico scientifici, etici e normativi dei progetti di sperimentazione animale.
La sperimentazione animale, misurata e controllata, rimane in alcuni casi l’unico mezzo possibile per rispondere a domande fondamentali di tipo scientifico o clinico e rappresenta un elemento ancora imprescindibile e insostituibile nella ricerca scientifica.
La petizione della LAV, basata su informazioni profondamente inesatte, potrebbe condizionare negativamente la pubblica opinione.
Per questo il Patto Trasversale per la Scienza esprime appoggio e solidarietà ai ricercatori delle Università di Torino e di Parma e richiama le istituzioni a fondare le proprie decisioni sulle rilevanze scientifiche e non su informazioni inesatte, false o manipolate.

Pier Luigi Lopalco, Presidente dell’Associazione Patto Trasversale per la Scienza: “La legge sulla sperimentazione animale in Italia è già una delle più restrittive del mondo. Per molte ricerche importantissime, fra cui la sperimentazione dei farmaci, ad oggi non esiste una alternativa valida. I controlli inviati a Parma e Torino fanno parte di ogni sano sistema di verifica della qualità, e abbiamo piena fiducia nelle istituzioni. Ma come PTS ci batteremo per evitare che il fanatismo renda la vita dei ricercatori inutilmente complicata.”

FACT-CHECKING DELLE UNIVERSITA’ DI TORINO E PARMA SUL TESTO DELLA PETIZIONE LAV

L’Università di Torino è responsabile di una nuova sperimentazione durante la quale 6 macachi verranno operati e resi ciechi per studi su deficit visivi nell’essere umano.

FALSO
Gli animali non verranno resi ciechi. Sarà invece prodotta una macchia cieca, circoscritta ad una zona di pochi gradi del loro campo visivo e
limitata a un solo lato.
A seguito dell’operazione, l’animale resterà in grado di vedere e spostarsi normalmente nell’ambiente, alimentarsi ed interagire con i propri simili. La lesione chirurgica avrà infatti l’estensione minima necessaria a permettere di studiare i processi alla base del recupero della consapevolezza visiva e a riprodurre il fenomeno che in modo più esteso si verifica in pazienti umani. Per capirne meglio l’impatto, si consideri che in base alle normative attuali, a pazienti con una lesione unilaterale di estensione simile o anche significativamente più estesa di quella praticata sugli animali, non verrebbe neppure ritirata la patente di guida.

I macachi verranno […] costretti a riconoscere delle immagini.

FALSO
Le procedure di addestramento si svolgono con tecniche comportamentali basate sul rinforzo positivo, ossia ricompense (succo di frutta, noccioline, o cibo di cui vanno ghiotti), che gratificano l’animale e lo motivano a collaborare ai compiti sperimentali.
I movimenti vengono limitati durante i test per consentire il monitoraggio dei parametri di interesse, ma l’animale non viene e non può essere costretto a eseguire il compito.
È noto in letteratura che la routine di addestramento quotidiana, per tempi congrui al livello di attenzione e alla disponibilità di ciascun animale, diviene molto spesso un’attività che i macachi, come molti altri animali in cattività, intraprendono come una forma di arricchimento cognitivo.

L’intervento al cervello, molto invasivo e doloroso, si svolgerà in autunno e l’intera sperimentazione durerà 5 anni.

FALSO
L’intervento sarà praticato in una sala operatoria attrezzata, da un neurochirurgico che opera normalmente anche sull’uomo, ed applicando sulla scimmia le stesse procedure e gli stessi standard usati per l’uomo. Verrà applicata l’anestesia generale monitorata da un veterinario con esperienza su primati non umani. Il decorso post-operatorio è identico a quello per i pazienti umani, e prevede trattamenti analgesici e antinfiammatori per limitare al massimo il disagio all’animale. L’addestramento e i compiti sperimentali richiedono che l’animale sia cooperativo e in perfette condizioni di salute psico-fisica, e possono riprendere solo dopo il pieno recupero dal decorso post-operatorio (generalmente entro 10-15 giorni). Il cervello di per sé non è un organo sensibile e non ha recettori per il dolore. Sorprende che si ritenga inverosimile o fantasiosa la possibilità che pazienti si sottopongano a operazioni a cranio aperto svegli. Tali operazioni sono infatti possibili
e praticate sempre più frequentemente anche in Italia.
Si vedano, per esempio, molti filmati disponibili su youTube di pazienti che vengono operati al cervello completamente svegli per consentire al chirurgo di produrre il minor danno collaterale possibile. Durante l’intervento, i pazienti parlano o suonano strumenti musicali, con la sola anestesia locale per la cute.
https://www.youtube.com/watch?v=WevLQ3Bhfb0
https://www.youtube.com/watch?v=ny98Sf8Arew
https://www.youtube.com/watch?v=NSgNod-Jm0E
Il progetto nel suo complesso durerà 5 anni, ma questo non significa che la sperimentazione su ogni animale durerà 5 anni.

Lo studio verrà condotto contemporaneamente, e non dopo, anche su volontari umani.

FALSO
In questa fase, lo studio su pazienti volontari umani si limita a caratterizzare gli effetti della lesione senza operare alcun intervento attivo.
Solo dopo che i meccanismi neurali alla base del recupero delle funzioni visive saranno stati studiati sull’animale, e le procedure riabilitative valutate rispetto alla loro efficacia e sicurezza, la riabilitazione sarà proposta ai pazienti, in accordo alle normative internazionali sulla sperimentazione clinica.

La ricerca su nuove cure per persone ipovedenti ha compiuto passi importanti solo grazie alle sperimentazioni su malati umani consapevoli.

FALSO
Gran parte di quello che conosciamo sull’organizzazione cerebrale delle funzioni visive e su come intervenire a fini terapeutici si deve alla sperimentazione animale. Si pensi ad esempio ai premi Nobel dati nel 1981 a David Hubel e Torsten Wiesel per i loro studi sul sistema visivo di diverse specie animali.
Quanto al ruolo della sperimentazione animale per lo sviluppo di cure su persone ipovedenti (sebbene su patologie visive diverse da quelle studiate nel progetto), un noto esempio è il trattamento di una forma genetica di cecità che colpisce i bambini (amaurosi congenita di Leber).
Questa patologia è curabile attraverso la terapia genica, per la cui efficacia sono stati indispensabili test su topi prima, e poi su cani affetti dalla stessa patologia.
Infine, riguardo la insostituibilità dello studio su primati non umani in altri ambiti di ricerca e intervento clinico, senza la ricerca sui macachi oggi non sapremmo dell’esistenza dei neuroni specchio, non avremmo la stimolazione cerebrale profonda per trattare con successo il morbo di
Parkinson, o non potremmo utilizzare la neuroprostetica per consentire ai pazienti con lesioni spinali di recuperare la possibilità di movimento.

Non c’è da stupirsi, visto che i test sugli animali falliscono,
ufficialmente, in oltre il 95 % dei casi*.
*NCATS (US NIH). About the National Center for Advancing Translational Sciences. 

FALSO
Il link non rimanda a nessuna pubblicazione specifica ma al sito istituzionale del Centro che fa parte del National Institute of Health, (USA).
Abbiamo informato il Centro, e sotto è riportato un estratto della risposta che abbiamo ricevuto: «our content is often misconstrued to the benefit of another organization’s own objectives. If you follow the link to our site, we don’t have any content that alludes to the claim posted in the  change.org webpage. […] It is unfortunate that we are being cited in this way».
 (I nostri contenuti sono spesso fraintesi a beneficio degli obiettivi di altre organizzazioni. Se si segue il link al nostro sito, non abbiamo alcun
contenuto che alluda alle affermazioni riportatenella pagina web di change.org. Dispiace essere citati in questo modo).

Noi di LAV mesi fa abbiamo chiesto al Ministero della Salute il Protocollo di questo esperimento, ma l’accesso agli atti ci è stato negato.

VERO
La normativa infatti prevede che il Ministero renda pubblica la “sintesi non tecnica” dei progetti autorizzati, e lo stesso Prof. Marco Tamietto ha reso pubblico il documento.
Le norme prevedono un equilibrio tra il principio di trasparenza e la riservatezza necessaria per tutelare i profili di proprietà intellettuale riferiti agli studi in corso. I dati e le informazioni relative ai dettagli della sperimentazione non sono segreti, ma riservati: non possono per legge essere resi pubblici ma sono stati valutati e approvati da tutti gli organismi competenti a livello nazionale e europeo.

Da un comunicato stampa LAV:

“la procedura è stata classificata come grave, come ammette lo stesso ricercatore”

VERO

Nella “sintesi non tecnica” è riportato infatti che si ritiene cautelativamente opportuno stimare il livello di sofferenza atteso come grave MA OCCORRE CAPIRNE LA RAGIONE 
La normativa prevede che l’assegnazione (obbligatoria) della categoria di gravità sia “basata sugli effetti più gravi che rischia di subire il singolo animale dopo che sono state applicate tutte le opportune tecniche di affinamento” (Dlgs 26/2014, allegato VII, sez. II). In caso di interventi chirurgici che comportano una lesione sperimentale, tale stima deve quindi considerare anche gli eventuali effetti collaterali.
Qualsiasi intervento al cervello su pazienti umani, per esempio per la rimozione di un tumore, dovrebbe avere la stessa classificazione di gravità
per i potenziali rischi che comporta.
Questo non significa che si faccia soffrire l’animale, così come non accade, se non in casi estremamente rari e eccezionali, che un intervento al cervello su pazienti umani abbia gravi esiti inattesi in termini di sofferenza del
paziente.
Inoltre, il senso del termine “cautelativo” è quello di indicare l’assunzione di responsabilità e consapevolezza del proponente riguardo ciò
che potenzialmente potrebbe accadere di imprevisto e indesiderato, come nei casi di chirurgie analoghe sull’uomo.
Proprio perché gli animali non possono firmare il “consenso informato”, spetta agli organi competenti valutare il rapporto tra costi/benefici in
relazioni ad una chiara analisi dei rischi presentata dai proponenti.
Di fatto, il proponente si mette nelle condizioni più restrittive e sfavorevoli per l’approvazione del progetto, richiedendo agli organi competenti di valutare se i benefici attesi dalla sperimentazione giustifichino esiti
potenzialmente importanti in termini di danno all’animale, seppur con bassa probabilità.

Il logo del PTS

GRAZIE AD ARMANDO TESTA PER IL NOSTRO SPLENDIDO LOGO!

Tre esseri umani nei colori della speranza – il verde – e dell’universo – il blu – che, assieme, rappresentano tutti coloro che promuovono e diffondono la cultura della scienza in Italia.

Nel nostro logo sono rappresentati i ricercatori, che con passione, preparazione e dedizione portano avanti i loro trial per implementare nuove cure e miglioramenti alla vita di tutti i cittadini; ci sono i clinici e il personale medico che della cura delle persone hanno fatto la loro scelta di vita; ci sono i divulgatori che con attenzione e rispetto portano la scienza nelle case di ognuno di noi e ci siamo tutti noi, ogni cittadino che ha il diritto di essere curato, governato e informato sulla base delle evidenze scientifiche.

Questo secondo noi rappresenta il logo del Patto Trasversale Per la Scienza, per il quale dobbiamo ringraziare la Armando Testa, che in poco tempo e con grande efficacia è riuscita a tradurre in segni grafici la missione della nostra associazione.

Siamo grati ed onorati che il più grande ed importante gruppo pubblicitario italiano, la Armando Testa ci abbia fatto dono dei nostri loghi e della nostra identità grafica.

Ringraziamo in particolar modo Marco Testa, il presidente della Armando Testa, Nicola Belli, il consigliere delegato e Nicola Crivelli che ha seguito il nostro progetto con grande entusiasmo e professionalità.

EVENTO DI LANCIO DEL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA

PER PROTEGGERE I CITTADINI DA BUFALE MEDICHE E CIARLATANI

MERCOLEDI’ 5 GIUGNO ALL’UNIVERSITA’ STATALE DI MILANO L’EVENTO DI LANCIO DEL PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA

Gli scienziati Roberto Burioni, Guido Silvestri, Pier Luigi Lopalco, Andrea Cossarizza, Silvio Garattini, Giorgio Trizzino, i giornalisti Enrico Mentana e Gerardo D’Amico, i parlamentari Beatrice Lorenzin, Elena Fattori, Maria Stella Gelmini, i sindaci Andrea Gnassi e Giorgio Gori e moltissime altre personalità del mondo della scienza, della medicina, della divulgazione, delle istituzioni e della società civile saranno presenti all’evento di presentazione del Patto Trasversale della Scienza e della Associazione che tramuterà l’Appello del Patto in fatti concreti che tutelino il diritto di ogni italiano di essere formato, informato, curato, assistito e governato nel rispetto della scienza e delle evidenze scientifiche.

Durante l’evento, dal titolo La Salute Basata sulle Evidenze saranno presenti alcune persone che attraverso la loro storia racconteranno come la scienza possa salvare la vita e come sia necessario tenere in considerazione le evidenze scientifiche per assicurare un futuro di sviluppo e crescita alla nostra società:

  • Romina Scaloni, vittima dei un compagno che, negando il virus dell’AIDS, l’ha infettata e ha ucciso la precedente compagna. Romina, dopo esser stata salvata dalla medicina ha iniziato una lotta per la giustizia che ha portato l’ex compagno in carcere.  Oggi si batte per la corretta informazione medico-scientifica sull’HIV/AIDS.
  • Andrea Lanfri, il primo atleta a sottoscrivere il Patto Trasversale per la Scienza, che ha perso entrambe le gambe e sette dita a causa della meningite e che ha reagito divenendo il primo atleta italiano della storia a correre i 100 metri piani in 12 secondi con doppia protesi degli arti inferiori.
  • Lara Redditi, ribattezzata “mamma guerriera” di una bimba immunosoppressa, infaticabile promotrice di #IoVaccino, che in pochi mesi ha raccolto 300 mila firme con una petizione rivolta al governo sull’obbligo vaccinale.

Per chi non è malato o non ha tra i propri cari persone malate, per chi non è stato vittima di falsi guaritori, che ammaliano le persone nel momento in cui sono più deboli e vulnerabili o per chi non è caduto nelle tante trappole e false informazioni della pseudo-scienza non è forse semplice comprendere come la scienza possa salvare la vita ogni giorno e saranno oltre ai ricercatori, soprattutto Scaloni, Lanfri e Redditi a spiegarlo, attraverso le loro testimonianze.

L’evento, moderato dal conduttore di RaiNews 24 e divulgatore scientifico Gerardo D’Amico, terminerà con un talk show nei quali i politici e gli amministratori presenti, controparte del Patto, potranno dibattere su come orientare le loro scelte in favore della ricerca.

Appuntamento il 5 giugno alle ore 13,00 presso l’Aula Magna della Università Statale di Milano.

PTS a Spilimbergo

Il Consiglio Comunale della Città di Spilimbergo ha approvato oggi 29 aprile 2019 all’unanimità l’adesione al Patto Trasversale per la Scienza.

Un eccellente segno di coesione delle forze politiche che promuovono assieme una cultura scrupolosamente fondata sulla conoscenza, sulla scienza, sull’informazione corretta, a favore del cittadino.

Centrodestra, Lega Nord, Partito Democratico (e civiche collegate) a Spilimbergo dimostrano quanto la collaborazione non solo sia possibile ma pure necessaria (sempre di più) a garantire e tutelare la salute della comunità.

Spilimbergo è tra i primissimi comuni a schierarsi unanimemente a favore del neonato organismo del PTS. L’auspicio per gli altri (tutti) i comuni d’Italia è che raccolgano subito il prezioso testimone e il nostro Paese intero possa finalmente abbandonare la zavorra della pseudoscienza e spiccare il volo.

Maria Santoro

Torino aderisce al “Patto trasversale per la Scienza” e propone un “Patto per le Scienze”

Approvati oggi dal Consiglio Comunale due ordini del giorno su analogo argomento, discussi contestualmente in Sala Rossa.

Il primo documento (primo firmatario: Stefano Lo Russo – PD), approvato con 13 voti favorevoli, 3 contrari e 10 astenuti, sancisce l’adesione del Consiglio Comunale di Torino al “Patto Trasversale per la Scienza“.

Il secondo documento (primo firmatario: Federico Mensio – M5S), approvato con 22 voti favorevoli e 4 astenuti, invita Sindaca e Giunta a farsi latori presso il Governo, le forze economiche e sociali e il mondo accademico della necessità di redigere un “Patto per le Scienze” e, oltre a impegnare la Città all’adesione, invita anche ad aderire le forze politiche, economiche, sociali e il mondo accademico.

Con il primo odg, sottoscritto da tutte le minoranze – ha spiegato in aula il capogruppo PD Stefano Lo Russo – si chiede simbolicamente alla Città di aderire al cosiddetto “Patto Burioni – Silvestri”, sottoscritto anche da Beppe Grillo, e si ribadisce l’obbligo vaccinale, nell’interesse superiore della salute dei bambini – ha affermato – contro un oscurantismo pseudo-scientifico.

Federico Mensio (M5S) ha dichiarato che il Patto trasversale per la scienza offre una visione parziale: il testo è limitato – ha sostenuto – e pone accenti solo sul mondo medico, mentre ci sono invece anche altri temi da considerare, come l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici, le emissioni elettromagnetiche, l’uso della cannabis in ambito medico. E non si considerano – ha aggiunto – i temi etici del fine vita e quello delle sperimentazioni sugli animali. Per questo, ha proposto un documento più ampio: un “Patto per le Scienze”.

La consigliera Marina Pollicino (M5S) ha affermato che l’ordine del giorno Lo Russo è un atto strumentale nei confronti dei 5 stelle: è uno pseudo-ordine del giorno.

Fabio Gosetto (M5S), pur rispettando entrambi i documenti, ha spiegato che l’odg Mensio tenta di allargare il ragionamento anche a quelle discipline e pratiche non ancora riconosciute dalla scienza ufficiale e alle terapie integrate.

La scienza deve sempre adoperarsi per aumentare le conoscenze umane – ha affermato DanielaAlbano (M5S) – e occorre lavorare per promuovere la divulgazione scientifica, soprattutto nelle scuole.

I consiglieri M5S Marco Chessa e Barbara Azzarà hanno dichiarato di voler votare favorevolmente per tutti e due i documenti, ritenendoli entrambi condivisibili. Così come la consigliera Chiara Foglietta(PD), esprimendo però perplessità per gli emendamenti proposti dal consigliere Gosetto (poi ritirati dallo stesso Gosetto).

Massimiliano Quirico – fonte Città Agorà – Comune di Torino

UN MERITATISSIMO PREMIO

di Guido Silvestri #pattoperlascienza

Il “nostro” Roberto Burioni, tra i fondatori del PTS (Patto Trasversale per la Scienza) ed a mio avviso leader indiscusso dei divulgatori nell’ambito delle scienze biomediche in Italia ha vinto il prestigioso Premio Evidence 2019 per la Educazione alla Sanità della Fondazione GIMBE.

E’ un premio strameritato ed una notizia che personalmente mi riempie di gioia ed orgoglio. Mentre viene costantemente attaccato dai ben noti pseudoscienziati e dai “puristi” di… non si sa cosa, Roberto continua ad ottenere grandi riconoscimenti per il suo straordinario lavoro.

Congratulazioni, Roberto Burioni !!!

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VacciniaMO

di Maria Santoro

VacciniaMO, seconda edizione a Unimore dedicata agli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti Superiori di Modena. La Facoltà di Medicina e Chirurgia investe attivamente sulla formazione dei giovani e ha promosso un evento speciale dedicato al tema delle vaccinazioni, per dipanare dubbi e incertezze ma soprattutto confermare il valore imprescindibile di questo farmaco che dalla sua introduzione ha modificato radicalmente la qualità della vita umana.

Nell’aula Magna del Centro Servizi Didattici c’erano oltre cinquecento ragazzi e un giovane atleta della nazionale paralimpica di atletica, Andrea Lanfri, i cui arti inferiori, unitamente a sette dita delle mani, sono stati amputati dopo una meningite fulminante con sepsi meningococcica. La sua è stata una testimonianza emozionante, capace di tenere la platea con il fiato sospeso: “Si può fare tanta teoria sui vaccini – ha dichiarato Andrea Cossarizza, professore ordinario di Patologia generale e Immunologia a Modena, vicepreside della Facoltà di Medicina e Presidente della società Internazionale ISAC – ma l’esempio, fortunatamente vivente di Lanfri, non può lasciarci indifferenti, dimostra senza troppe parole quanto sia preziosa la nostra vita e quanto sia fragile se a colpirla è un microorganismo dal quale possiamo difenderci semplicemente attraverso il vaccino”.

Andrea Lanfri dopo l’amputazione nel 2015 ha iniziato una brillante ascesa sportiva, oggi è record man dei 100, 200 e 400 metri piani. La sua straordinaria avventura lo conduce oggi, in realtà, molto più in alto della pista di atletica, in vetta alle montagne d’Italia e del mondo: “è stato per noi tutti meraviglioso ospitare un campione che ha ricostruito la sua esistenza dopo la malattia, grazie allo sport, e l’arrampicata – prosegue – dopo le Tre Cime di Lavaredo e il Chimborazo in Ecuador, quest’anno Andrea conquisterà l’Everest, come primo atleta di paraclimbing senza gambe e dita delle mani”.

Andrea Lanfri non ha esitato a sottoscrivere la sua adesione al Patto Trasversale per la Scienza (primo atleta della nazionale italiana), recente iniziativa dei professori Guido Silvestri, Andrea Cossarizza,Roberto Burioni, Carlo Croce, Pier Luigi Lopalco, e di diverse note personalità tra cui Matteo Renzi, Beppe Grillo, Elena Fattori, Antonio Tajani, Beatrice Lorenzin, Enrico Mentana: “Il patto costituisce simbolicamente l’unione di molteplici competenze – afferma – con l’obiettivo comune di fermare una volta per tutte il processo di mistificazione della scienza di ciarlatani, pessimi comunicatori e politici che antepongono la visibilità personale alla salute pubblica. Abbiamo bisogno di informazione “sana” e del sostegno dello Stato, per far comprendere l’importanza dei vaccini e la superiorità della scienza su qualunque altra forma di arrivismo pseudoscientifico”.

Nel corso della mattinata si sono alternati in aula prestigiosi relatori: “La questione vaccini è multidisciplinare, tocca indistintamente la medicina, la biologia, ma pure la storia e la comunicazione, per questo motivo abbiamo scelto di offrire alle classi partecipanti un programma completo – continua –, mi auguro di aver suscitato  in questi ragazzi il desiderio di studiare e non lasciare che l’informazione “spazzatura”, cosi di moda oggi, possa contaminare le evidenze scientifiche ma soprattutto guidare le scelte in tema di salute ”.

Il paleopatologo Francesco Maria Galassi e l’antropologa forense Elena Varotto hanno raccontato com’era davvero il mondo senza vaccini, con uno sguardo alla storia dell’uomo e alle principali epidemie mortifere; il professor Marcello Pinti Immunologo di Unimore ha illustrato il funzionamento dei vaccini sul nostro sistema immunitario e svelato alcune delle principali fake news che correlano falsamente i vaccini alla sindrome dello spettro autistico. Sicurezza e reazioni avverse invece al centro dell’intervento dell’epidemiologo Pier Luigi Lopalco dell’Università di Pisa: “La percezione del rischio non è mai bilanciata, circa 10-15 persone l’anno perdono la vita colpiti da un fulmine, zero le persone che muoiono per un vaccino – afferma – la strategia no-vax consiste nell’infondere ansie ingiustificate”. A chiudere la manifestazione l’intervento del prof. David Galbraith, biologo vegetale dell’Università di Tucson in Arizona, che ha spiegato come si possono utilizzare le piante per produrre vaccini.  

“Questo è un evento che ripeteremo ogni anno – conclude – è un’occasione formativa importante, e per noi scienziati lo strumento tra i più efficaci di trasferire conoscenze e approfondimento sul tema”.