Vaccini

Il gruppo vaccini del PTS ha l’obiettivo di generare una corretta informazione seguendo l’unico strumento possibile che è quello dell’evidenza scientifica.
Verrà coordinato dal prof. Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova e, da pochi giorni, Presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (SITA).

La vaccinazione è una pratica medica volta a stimolare il sistema immunitario del soggetto inoculato con un agente patogeno inattivato, incapace di indurre la malattia ma in grado di suscitare una memoria immunitaria che proteggerà quel soggetto da ulteriori contatti con il patogeno vero e proprio. I vaccini sono quindi diversi dai comuni farmaci, che vengono assunti allo scopo di curare una malattia in atto, in quanto vengono usati allo scopo di prevenire una malattia che potrebbe svilupparsi in futuro, i cui sintomi non sono presenti al momento della vaccinazione. In questo senso, la vaccinazione è molto simile all’operazione di allacciarsi la cintura di sicurezza prima di avviare l’automobile o alla stipula di una polizza di assicurazione contro incidenti, ma è da notare che la probabilità che un incidente stradale ci veda coinvolti è molto minore dell’eventualità di incorrere in malattie molto comuni, quali ad esempio l’influenza o il morbillo.
I vaccini sono composti da microrganismi patogeni inattivati o attenuati, o da loro componenti, cui vengono aggiunte sostanze capaci di potenziare la risposta del sistema immunitario, senza tuttavia causare alcun effetto secondario sulla fisiologia del soggetto inoculato. È stato ormai chiarito, al di là di ogni ragionevole dubbio, che gli adiuvanti non provocano nell’uomo alcuna patologia. Molti vaccini utilizzano sostanze quali l’idrossido di alluminio, un composto chimico inerte usato in miliardi di dosi senza registrare alcun effetto tossico.
Recentemente i benefici delle vaccinazioni sono stati messi un dubbio sostenendo la tesi che le malattie infettive sarebbero comunque scomparse a prescindere dai vaccini. Viceversa, la storia indica chiaramente come questo non sia affatto vero. Solo il vaiolo è stato completamente eradicato, e questo è avvenuto solo grazie alla vaccinazione. L’incidenza di altre malattie, che potrebbero essere totalmente debellate solo con una vaccinazione di massa, si è fortemente ridotta in Occidente grazie a vaccini specifici. L’importante è tuttavia che la guardia non venga abbassata: ad esempio la poliomielite è scomparsa in Europa e in molti Paesi grazie alla vaccinazione, ma essa potrebbe ricomparire se calassero le coperture vaccinali. È quindi solo grazie alla vaccinazione di massa che molte malattie infettive rimangono sotto controllo e potranno sperabilmente essere debellate in un prossimo futuro.
Dal punto di vista biologico, la vaccinazione porta all’eradicazione del patogeno da una popolazione purché la quota di soggetti vaccinati sia superiore al 95%. Solo il superamento di questa soglia critica elimina la circolazione del patogeno nell’ambiente: è questo il cosiddetto “effetto di gregge”, che mette al sicuro non solo i soggetti vaccinati ma anche quelli non vaccinati, tra cui occupano un posto particolare i bambini immunodepressi (geneticamente o a seguito di terapie anti-tumorali), che per la loro condizione non possono essere vaccinati. La vaccinazione protegge quindi non solo il soggetto interessato ma tutela al contempo la salute delle persone più deboli che non possono usufruire di questa preziosa forma di prevenzione. Per tale motivo, la vaccinazione può a ragione venire considerata un’azione sanitaria di altissimo valore civico. L’esperienza accumulata in oltre 200 anni di storia delle vaccinazioni dimostra la loro fondamentale utilità.
La pratica vaccinale è stata definita nei suoi aspetti biotecnologici e molecolari, per cui i vaccini attualmente in uso sono molto efficaci e sicuri, e sostanzialmente privi di effetti collaterali. Con il termine “sicuro” s’intende un vaccino che solo molto raramente o eccezionalmente può provocare effetti collaterali gravi. I vaccini tuttavia, al pari di tutti i medicamenti, non sono totalmente scevri da rischi ed effetti collaterali. Così come avviene per tutti i farmaci, i vaccini attualmente disponibili devono superare rigorosi test di sicurezza prima di essere approvati per l’uso (da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in Italia, dell’European Medicine Agency (EMA) in Europa, della Food&Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti, della TherapeuticGoods Administration in Australia, etc.).
Date le evidenze scientifiche e mediche, nonché la convenienza sociale ed economica, sembra paradossale che la pratica vaccinale incontri ancora tante resistenze. La situazione odierna è caratterizzata dallo scetticismo di alcuni nei confronti della pratica vaccinale, che viene amplificata dalla grande cassa di risonanza rappresentata dalle reti informatiche e dai “social media.” Tale risultato è in molti casi favorito da specifici algoritmi di funzionamento dei motori di ricerca che, in base alle parole usate e alle modalità con cui si effettua la ricerca in rete, portano preferenzialmente l’utente verso siti relativi ai dati “attesi” dall’operatore sulla base delle sue tendenze ed aspettative. Questo fenomeno rappresenta un potente generatore di incertezza ed insicurezza nella società, il cui risultato netto è, nel caso specifico, quello di promuovere un atteggiamento dubitativo e una conseguente scelta di NON vaccinare.

Il prof. Matteo Bassetti è direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova e, da pochi giorni, Presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (SITA).

Matteo Bassetti è membro del comitato esecutivo del Piano Nazionale per la lotta alla Resistenza- Antimicrobica (PNCAR) del @Ministero Ministero della Salute e Presidente del gruppo di studio delle infezioni nel paziente critico della più importante società europea di malattie infettive, la European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID/CIP study group).