Costi e benefici di AstraZeneca e Johnson & Johnson

24 Aprile 2021 admin 0 Comments

Calcoliamo bene il rapporto costi/benefici della scelta di non somministrare i vaccini basati su vettore adenovirale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) sotto i 60 anni

di Enrico Bucci, Luciano Butti, Corrado Canafoglia, Davide Ederle, Julia Filingeri, Andrea Grignolio, Diego Pavesio, Luca Pezzullo, Guido Poli, Guido Silvestri, Marco Tamietto, Vincenzo Trischitta, Francesca Ulivi, Andrea Uranic.

I ministeri della salute e le agenzie regolatorie di molti paesi europei, compreso il nostro, hanno deciso che è preferibile non vaccinare gli under 60 con Vaxzevria (il vaccino di AstraZeneca, AZ, a cui seguiranno probabilmente decisioni analoghe per quello prodotto dalla Johnson & Johnson, J&J), pur non vietandolo, perché in questa fascia d’età il rapporto costi/benefici non sarebbe sufficientemente favorevole. Ma siamo sicuri che sia così? Ma davvero se avessimo questi vaccini a disposizione per tutta la popolazione sarebbe meglio non vaccinare comunque gli under 60 ed attendere i mesi necessari per l’arrivo di altri vaccini? O se fra qualche mese, una volta vaccinati tutti gli over 60, non riuscissimo a vaccinare rapidamente gli under 60 con gli altri vaccini a mRNA davvero non dovremmo utilizzare i vaccini basati su vettori adenovirali per accorciare i tempi? Proviamo a ragionare sui dati disponibili e necessari per rispondere con ragionevole certezza a queste domande.

I dati disponibili

1. Nel primo anno di pandemia si stima (per difetto) che il 5% degli Italiani si sia infettata con SARS-CoV-2, il virus che causa la malattia nota come COVID-19

https://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/dashboards/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

2. In Italia la popolazione degli adulti sotto i 60 anni è rappresentata al netto dei decimali da 32 milioni di individui:

–  19 milioni (il 59%) nella fascia 40-59 aa

–  13 milioni (il 41%) nella fascia 20-39 aa

https://www.tuttitalia.it/statistiche/popolazione-eta-sesso-stato-civile-2019/

3. Il tasso di letalità (cioè quanti dei soggetti che hanno contratto l’infezione andranno incontro a morte) stimato dall’ISS è pari a:

–  0.4% nella fascia 40-59 anni

–  prossimo a 0% nella fascia 20-39 anni.

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_24-febbraio-2021.pdf

Gli scenari

Stante i dati sopraesposti, immaginiamo uno scenario in cui:

A. non si voglia/possa più stare in lockdown e si abbia un Rt pari almeno a 2 (ogni infetto contagia in media due persone; da sottolineare che in assenza di lockdown SARS-CoV-2 ha un Rt stimato di 2,4 senza tener conto di varianti più contagiose, quali l’”Inglese” che oramai è responsabile del 90% delle nuove infezioni);

B. tutti gli over 60 siano stati vaccinati e quindi siano protetti dal COVID-19 e dalle sue più temibili complicanze (scenario irrealistico sia perché non tutti si vaccineranno, sia perché la protezione per quanto ottima non è assoluta, ma qui si vuole essere conservativi);

C. i 32 milioni di Italiani nella fascia 20-59 anni non si vaccinano con Vaxzevria o J&J, aspettando per tre mesi un altro vaccino. E’ ipotizzabile che circa l’1.25% di essi (un quarto del 5%/anno di cui al punto 1) contrarrà l’infezione da SARS-CoV-2, cioè circa 400mila individui (236mila nella fascia 40-59 anni e 164mila nella fascia 20-39 anni). Questi, con Rt=2, a loro volta infetteranno altri 800mila individui, 472mila individui nella fascia 40-59 aa (per un totale in questa fascia di 708mila individui) e 328mila individui nella fascia 20-39 (per un totale in questa seconda fascia di 492mila unità).

Quanti decessi ci possiamo aspettare tra i soggetti infettati, in considerazione del tasso di letalità osservato in Italia e descritto al punto 3?

– nessun decesso (0%, esagerando in ottimismo) nei circa 490mila della fascia 20-39 anni

– lo 0,4% nei circa 700mila della fascia 40-59 aa pari a 2.800 decessi

E se si vuole considerare uno scenario con Rt pari a 1 (più o meno quello attuale ottenuto dopo un lungo lockdown), si fa in fretta a dimezzare per un totale di 1.400 morti.

Infine, ipotizzando che siano proprio i vaccini con vettore adenovirale a “causare” la trombosi venosa cerebrale (TVC) o addominale (TVA) con un’incidenza di 1/100mila (tutto da dimostrare sia in termini di causalità che di incidenza), non vaccinando i 32 milioni di Italiani under 60 eviteremmo circa 320 casi di TVC/TVA, una sessantina dei quali in forma letale.

Il rapporto costi/benefici

Quindi, in sintesi, in assenza di lockdown se per tre mesi tutti gli Italiani under 60 anni non si vaccinassero con AZ o J&J si devono mettere in conto alcune migliaia di decessi al fine di risparmiarne qualche decina…

Certo, questi numeri possono essere lievemente diversi in funzione di alcune variabili che è difficile controllare in maniera perfetta. Per esempio, nei prossimi 3-4 mesi, grazie all’innalzarsi della temperatura, il virus potrebbe circolare meno e causare meno vittime. D’altra parte, come si è detto, sappiamo che non accadrà mai che tutti gli over 60 si vaccineranno e ciò, inevitabilmente, aumenterà il numero dei contagiati e dei decessi causati dalla mancata vaccinazione degli under 60. 

Noi continuiamo a pensare che, se ci fosse (o se ci sarà in futuro) la disponibilità di questi vaccini, sarebbe bene somministrarli a tutti gli adulti, senza distinzione per classi d’età. L’EMA, peraltro, non ha indicato limiti d’età per l’uso di questi vaccini basati su vettori adenovirali   

(https://www.ema.europa.eu/en/news/astrazenecas-covid-19-vaccine-ema-finds-possible-link-very-rare-cases-unusual-blood-clots-low-blood  e

https://www.ema.europa.eu/en/news/covid-19-vaccine-janssen-ema-finds-possible-link-very-rare-cases-unusual-blood-clots-low-blood).

Inoltre, non è escluso che analizzando i dati, anche futuri, possa emergere il suggerimento che fra gli under 60 si dovrebbe dare precedenza ai maschi che rischiano più delle donne di contrarre il COVID-19 in forma grave e morirne https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_24-febbraio-2021.pdf

mentre, per contro, la stessa EMA ci informa che sono meno a rischio di sviluppare le rare forme di TVC/TVA associate a questi vaccini.

Non possiamo quindi essere d’accordo con chi sostiene: “non vacciniamo con AZ (o J&J) gli under 60 per evitare il rischio di TVC/TVA, tanto poi li vacciniamo fra qualche mese con altri vaccini” perché in quei “pochi” mesi diverse centinaia di migliaia di persone si ammaleranno, sovraccaricando il sistema ospedaliero, e, purtroppo, alcune migliaia moriranno.