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Professioni sanitarie: preoccupazione per il reintegro agevolato dei medici radiati durante la pandemia

La netta presa di posizione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti…” contrasta col disegno di legge sulle professioni sanitarie, approvato dalla Camera dei deputati il 27 ottobre e in discussione al Senato, finalizzato ad agevolare il reintegro dei medici radiati durante la pandemia.

Le procedure ordinarie prevedono, infatti, che il reintegro dei medici radiati per qualsiasi motivo sia di competenza del Consiglio dell’Ordine, almeno cinque anni dopo la radiazione, a patto che la condotta del radiato sia stata irreprensibile durante questo periodo.

La nuova norma, invece:

  • Si rivolge espressamente, e soltanto, ai sanitari radiati dall’Albo per fatti non dolosi commessi durante l’emergenza Covid;
  • Consente a tali sanitari di presentare istanza di reiscrizione all’Albo senza l’attesa di cinque anni dalla radiazione e senza menzionare la necessità di condotta irreprensibile dopo la radiazione;
  • Prevede la competenza, anziché del Consiglio dell’Ordine, della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.

Si tratta, dunque, di una procedura eccezionale e destinata esclusivamente ai medici radiati in occasione della pandemia. La reiscrizione viene condizionata a requisiti generici, quali la “prova della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da SARS-CoV-2 e sulle terapie appropriate” e la “scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili”.

Il PTS segnala con preoccupazione il fatto che – in un momento nel quale il Servizio Sanitario Nazionale ha ben altre priorità – il Parlamento si accinga ad approvare una norma errata e davvero sorprendente per almeno due motivi:

  • Nel merito, offre un segnale della scarsa importanza che viene oggi data alle chiare evidenze scientifiche su efficacia e sicurezza dei vaccini, compresi quelli preventivi della malattia Covid-19, causata dal SARS Coronavirus 2 (SARS-CoV2), per i quali i benefici sono stati di gran lunga superiori agli effetti collaterali verificatisi.
  • Dal punto di vista del principio di eguaglianza, introduce una procedura differenziata e agevolata, nonché sottratta ai Consigli dell’Ordine territoriali, solo per una limitata categoria di sanitari, fra i quali, guarda caso, si trovano i medici “no-vax”.

Una pagina nera per il nostro Parlamento, che ci auguriamo le stesse Camere, il Presidente della Repubblica o la Corte costituzionale possano ancora impedire.

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