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Il PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA e la riforma della sanità territoriale.

Con il Decreto-Legge recante “Disposizioni urgenti per il riordino dell’assistenza primaria territoriale e della medicina generale, al fine di garantire la piena operatività delle Case della Comunità”(1), si apre una stagione decisiva per il futuro della sanità pubblica di prossimità in Italia.

Una riforma attesa e necessaria. Come documentato nell’analisi dei medici di medicina generale (MMG) Diego Pavesio e Guido Sampaolo (Consiglio Direttivo del PTS) la medicina territoriale attraversa oggi una crisi profonda e strutturale: carico burocratico eccessivo, formazione disomogenea tra le regioni, carenza di borse di studio e una progressiva perdita di attrattività della professione stanno mettendo a rischio la figura stessa del medico di famiglia, pilastro irrinunciabile del Servizio Sanitario Nazionale(SSN).

Il Patto Trasversale per la Scienza (PTS) segue con attenzione questo processo riformatore, convinto che ogni riorganizzazione del SSN debba fondarsi su evidenze scientifiche solide, sul dialogo tra professionisti della salute e sulla partecipazione attiva dei cittadini. Le Case della Comunità rappresentano un’opportunità concreta — ma solo se accompagnate da scelte politiche coraggiose che affrontino alla radice le criticità strutturali della medicina generale: dalla formazione alla deburocratizzazione, dalla valorizzazione economica dei professionisti al rilancio della prevenzione.

La crisi della medicina di famiglia in Italia: cause, responsabilità e possibili rimedi

Diego Pavesio, MMG a Moncalieri (TO)

Guido Sampaolo, MMG ad Osimo (AN)

La medicina territoriale attraversa in Italia una crisi profonda e strutturale. Il punto di partenza è che il medico di famiglia, ridefinito medico di medicina generale (MMG) — pilastro irrinunciabile del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)— si trova oggi in una condizione di grave difficoltà, al punto che sempre meno laureati in Medicina e Chirurgia scelgono questa carriera, e molti tra coloro che già la esercitano vedono nel pensionamento l’unica via d’uscita.

Uno dei problemi più concreti e immediati è il carico di lavoro eccessivo, contrariamente a un credo comune, distribuitotra attività in ambulatorio, pratiche burocratiche, gestione della posta elettronica e attività di aggiornamento professionale svolte spesso nel fine settimana. Eppure, paradossalmente, nel dibattito pubblico persiste il luogo comune che i medici di famiglialavorino poco e siano, di conseguenza, eccessivamente retribuiti — una narrazione che stride con la realtà e contribuisce ad alimentare un clima di sfiducia nei loro confronti. Ciò che la maggior parte della popolazione ignora, è che il lavoro di MMG è solo per una parte quello legato alle attività dello studiomedico/ambulatorio. Il numero maggiore di ore è quello che viene svolto in “back office” ossia ad ambulatorio chiuso, tra visite e, soprattutto in epoca post-Covid, pratiche burocratiche e-mail da smaltire. Sommando tutto, le ore lavorative settimanali sono ca.50 (2), dato non dissimile da altri paesi (3).

A pesare sulla quotidianità del MMG non è però solo la quantità di lavoro, ma la sua qualità. Una parte enorme dell’attività è occupata da incombenze burocratiche e amministrative — prescrizioni, moduli, certificati, piani terapeutici, richieste di trasporto sanitario — che non richiedono competenze mediche e potrebbero essere gestite da personale amministrativo. Questo sottrae tempo prezioso al cosiddetto “tempo clinico”: ascoltare il paziente, visitarlo, fare diagnosi, aggiornarsi, seguire i casi complessi. Al tempo stesso, alcune patologie croniche di competenza territoriale — come il diabete, l’ipertensione e le malattie cardiovascolari — vengono sempre più gestite a livello ospedaliero o specialistico, con uno spreco di risorse e senza vantaggi terapeutici reali per i pazienti.

Sul fronte delle responsabilità, gli autori concordano nell’indicare due protagonisti principali: la classe politica e il sindacato. La classe politica è accusata di miopia e di privilegiare gli interessi elettorali di breve periodo, trascurando una programmazione seria. Lo squilibrio tra nuovi ingressi nella professione e pensionamenti era prevedibile da decenni, eppure non si è investito in un numero adeguato di borse di studio per il corso di formazione triennale che dà accesso alla medicina generale. Il sindacato maggioritario, dal canto suo, anziché tutelare i medici e promuovere una riorganizzazione virtuosa della categoria, ha avallato scelte dannose: dal “Ruolo Unico” — una struttura contrattuale che scoraggia le giovani leve (4) — fino alla proposta di legge Benigni, che prevede una settimana lavorativa di 38 ore (5) divise tra studio e attività per l’ASL/ATS, di fatto uno status ibrido tra libero professionista e dipendente mascherato, privo delle tutele di entrambe le condizioni (6).

Anche la formazione del MMG è un nodo perennemente irrisolto. Il corso triennale di specializzazione in Medicina Generale non è gestito dall’Università, come le altre specializzazioni, ma, in base al Titolo Quinto della Costituzione Italiana, riformato nel 2001, è gestito dalla Sanità delle singole regioni. Ciò ha generato diverse anomalie derivate dalla disomogeneità dell’offerta formativa regionale, con programmi frammentati, docenti non coordinati e una borsa di studio pari aca. la metà di quella riconosciuta agli altri specializzandi(sebbene, a differenza degli altri specializzandi, essi possano integrarla con attività sostitutive e di guardia medica). Mancano inoltre insegnamenti applicativi — per esempio: ecografia, elettrocardiogramma, spirometria — che permetterebbero al MMG di svolgere un’attività diagnostica di primo livello, alleggerendo i pronto soccorso e riducendo le liste d’attesa.

Se non si interviene con decisione, lo scenario futuro è preoccupante: la figura del MMG rischia di scomparire nella forma in cui la conosciamo, lasciando spazio ai cosiddetti “gettonisti” — medici assunti a gettone (a cifre molto superiori a quelle degli MMG), già presenti nei pronto soccorso e in alcune regioni anche per le cure primarie (7) e infine al solo sistema privato e assicurativo, con evidenti ricadute sul diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. E non si dica che in Italia mancano medici per colpa del numero chiuso al Corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia…l’Italia è, infatti, lo stato europeo con più medici pro capite (8) Semplicemente, non mancano i medici, mancano i medici con le giuste tutele e le giuste retribuzioni che siano motivati a lavorare per il SSN. La proposta di prolungare l’età pensionabile dei medici di famiglia fino a 73 anni appare, in questo contesto, un rimedio grottesco e del tutto insufficiente (9).

Le soluzioni possibili situazione convergono su alcuni punti fondamentali:

1. riformare la formazione del MMG rendendola omogenea tra le diverse regioni, strutturata e adeguatamente retribuita: renderla un Corso di Specializzazione al pari delle altre specializzazioni medico – chirurgiche affidandone la definizione al Ministero dell’Università e della Ricerca.

2. alleggerire il MMG dal peso burocratico affidando le mansioni amministrative a figure dedicate;

3. investire nell’organizzazione del lavoro del MMG attraversostrumentazione e personale di supporto;

4. restituire alla medicina territoriale la gestione delle patologie croniche di competenza;

5. cambiare il paradigma passando dalla medicina che attende l’evento patologico per curarlo alla medicina che identifichi il rischio della popolazione e del singolo individuo e con interventi appropriati ne abbatta l’incidenza delle malattie trasmissibili e prevenibili

Tutto ciò richiede, in ultima analisi, scelte politiche coraggiose e lungimiranti, capaci di andare oltre la convenienza elettorale e di salvaguardare il futuro, rilanciandolo, del SSN.

Bibliografia

(1) https://www.quotidianosanita.it/…/medici-di-famiglia…/

(2) https://panoramadellasanita.it/…/quanto-lavora-un…/

(3) https://www.doctor33.it/…/medici-di-medicina-generale…

(4) https://www.md-digital.it/…/13845-ruolo-unico-smi…

(5) https://www.quotidianosanita.it/…/medici-di-medicina…/

(6) https://www.quotidianosanita.it/…/medici-di-famiglia…/

(7) https://www.ilgazzettino.it/…/medici_gettonisti_cure…

(8) https://www.corriere.it/…/8d640bfb-e790-4108-a60f…

(9) https://www.doctor33.it/…/mmg-pensione-a-73-anni…

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