Statuto

STATUTO
ASSOCIAZIONE “PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA”
COSTITUZIONE – SEDE – DELEGAZIONI TERRITORIALI – DURATA – SCOPI

Art. 1 – È costituita un’associazione non riconosciuta, senza fini di lucro ed apolitica, denominata
“PATTO TRASVERSALE PER LA SCIENZA”.
Art. 2 – L’associazione ha sede in Senigallia (AN) lungomare Marconi 32 e può istituire sedi secondarie in Italia ed all’estero. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di
comunicazione agli uffici competenti.
Art. 3 – L’Associazione può autorizzare l’apertura di delegazioni territoriali e nominare i coordinatori locali delle stesse, che dovranno perseguire gli scopi associativi in conformità allo statuto, ai regolamenti ed alle direttive dell’Assemblea dei soci, del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale. Le delegazioni territoriali hanno una loro autonomia patrimoniale rispetto alla sede nazionale e gli atti compiuti dai loro dirigenti ricadono nella loro esclusiva responsabilità non comportando responsabilità fiscale, civile e penale per l’Associazione ed i suoi organi. Le delegazioni locali debbono trasmettere al consiglio direttivo nazionale gli elenchi degli iscritti, trasferendo entro 30 giorni successivi all’iscrizione la retrocessione della quota stabilita dal Consiglio direttivo.
In caso di violazione a detti obblighi il Consiglio direttivo può commissariare o sciogliere la delegazione territoriale.
Art. 4 – L’associazione ha durata illimitata nel tempo.
Art. 5 – Lo scopo dell’associazione è la promozione e la diffusione della scienza e del metodo scientifico sperimentale in Italia al fine di superare ogni ostacolo e/o azione che generi disinformazione su temi scientifici, il tutto nell’ottica del precipuo interesse della tutela della salute umana garantito costituzionalmente, contrastando altresì ogni azione e/o condotta da parte di chiunque che possa pregiudicarla sia in forma individuale che collettiva anche tramite illeciti civili, amministrativi o penali.
Per conseguire tale scopo l’Associazione può: promuovere e gestire manifestazioni ed iniziative – come convegni, incontri, seminari e corsi, anche scolastici ed universitari – di informazione e formazione; editare e promuovere pubblicazioni e mezzi audiovisivi, anche periodici; finanziare borse di studio per giovani ricercatori; effettuare ricerche e studi anche in campo internazionale; tenere rapporti con soggetti pubblici e privati al fine di perseguire lo scopo dell’associazione; aprire specifici gruppi di lavoro su temi specifici; svolgere in genere tutte le attività utili per raggiungere i fini associativi.
Per conseguire lo scopo precipuo l’associazione può utilizzare tutti gli strumenti di legge, compreso il ricorso all’Autorità giudiziaria e/o amministrativa con azioni individuali e collettive, nonché tramite la
costituzione di parte civile in processi penali, ove risulti leso il bene primario dello scopo associativo della correttezza dell’esercizio della scienza e del metodo scientifico-sperimentale in Italia e della tutela
della salute umana garantito costituzionalmente, anche rispetto ai destinatari della scienza e delle professioni tramite le quali si estrinseca.
L’associazione può stipulare accordi o convenzioni con altre organizzazioni italiane, estere o internazionali la cui collaborazione possa risultare utile al conseguimento degli scopi sociali.
L’associazione può organizzare ed impiegare risorse umane in rapporto al servizio civile nazionale, essendoci corrispondenza tra i fini previsti dalla normativa vigente in materia e quelli istituzionali dell’Associazione che, dotata di “capacità organizzativa e possibilità di impiego”, può sottoscrivere la “Carta di impegno etico del servizio civile nazionale”, coinvolgendo l’Associazione, a livello centrale e periferico, e partecipando alla cultura del Servizio Civile Nazionale senza interpretazioni particolari, riduttive o devianti, per realizzare e gestire, a livello nazionale e regionale, la cura dei volontarie la loro formazione.
SOCI
Art. 6
– Possono far parte dell’associazione le persone fisiche, le associazioni ed i comitati con scopi analoghi o complementari a quelli perseguiti dall’Associazione, le fondazioni e gli enti morali, gli Enti
pubblici anche territoriali, gli Ordini professionali, le Università, le imprese. L’ammissione a socio è a tempo indeterminato, fermo restando il diritto di recesso.
Art. 7 – Sulla domanda di iscrizione all’associazione decide, in modo insindacabile, il consiglio direttivo.
I soci debbono versare all’associazione, da quando entrano a farne parte un contributo annuo nella misura e con le modalità che verranno stabilite dal consiglio direttivo.
Art. 8 – I soci sono: fondatori, quelli che hanno costituito l’Associazione; ordinari, quelli ammessi dopo la firma dell’atto costitutivo; sostenitori, quelli che partecipano offrendo spontaneamente un contributo minore di quello previsto per gli associati ordinari e tra essi rientrano anche i minorenni .
I soci fondatori ed ordinari hanno i medesimi diritti ed obblighi, anche di elettorato attivo e passivo, tranne le società che alla stregua degli associati sostenitori non hanno diritto di voto attivo, né possono ricoprire cariche associative.
Il Consiglio Direttivo, direttamente o su richiesta del Consiglio Generale o dell’assemblea dei soci, può nominare anche soci onorari dell’Associazione tra personalità distintesi per particolari meriti.
Art. 9 – Lo status di socio può cessare per morte, recesso o esclusione.
L’esclusione è deliberata dal consiglio direttivo, che comunica al socio l’avvio del relativo procedimento a suo carico invitandolo a produrre entro 30 giorni una memoria difensiva; entro 30 giorni dalla ricezione della stessa, il consiglio direttivo delibera sull’eventuale esclusione e lo comunica all’associato. Avverso l’esclusione è ammesso il ricorso al collegio dei probiviri.
L’esclusione si ha per:
a) il venir meno dei requisiti di cui all’art. 6;
b) aver violato gli obblighi contributivi verso l’associazione o discendenti dallo statuto o per motivi che rendano incompatibile la sua presenza tra gli iscritti dell’associazione e per comportamenti non coerenti con i valori e gli obbiettivi dell’Associazione, o che possano arrecare pregiudizio alla stessa.
Art. 10 – Il socio può recedere dall’associazione previa comunicazione al consiglio direttivo. Il socio receduto o escluso non ha diritto al rimborso dei contributi né all’abbuono di quelli dovuti per l’esercizio in corso.
Art. 11 – I soci devono osservare il presente statuto e collaborare per realizzare i fini associativi. I soci hanno diritto al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’attività prestata per conseguire i fini sociali, previa autorizzazione preventiva del consiglio direttivo.
ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Art. 12
– Gli organi dell’associazione sono: 1) assemblea generale; 2) consiglio direttivo; 3) Presidente; 4) consiglio generale; 5) collegio dei garanti e dei probiviri; 6) collegio dei garanti scientifici e morali.
Tutte le cariche sociali sono gratuite, salvo rimborsi delle spese sostenute e documentate.
Art. 13 – L’assemblea generale dei soci è composta da tutti i soci fondatori ed ordinari ed è convocata dal presidente dell’associazione una volta all’anno entro il 30 aprile per approvare i bilanci, tramite avviso
scritto inviato per pec, mail, raccomandata, messaggi sms o whatsapp, o comunicazione sul sito internet dell’associazione o tramite altra forma di comunicazione telematica efficace a rendere noto l’avviso di convocazione almeno 15 giorni prima dell’adunanza.
L’assemblea generale è convocata altresì ogni volta il presidente dell’associazione o il consiglio lo ritenga opportuno e quando un decimo dei soci ordinari lo chieda. Hanno diritto d’intervento tutti gli associati in regola col pagamento della quota annuale.
Spetta all’assemblea: fissare le linee guida strategiche per l’attività dell’associazione; approvare i bilanci preventivo e consuntivo di ogni esercizio; approvare eventuali proposte avanzate dal consiglio; deliberare
sulle proposte di modifica del presente statuto e sullo scioglimento dell’associazione; deliberare su ogni altro argomento demandatole per statuto. Le deliberazioni dell’assemblea debbono risultare da verbali
firmati dal presidente e dal segretario della seduta.
Art. 14 – L’assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o, in sua assenza o temporaneo impedimento, dal Vicepresidente o dal membro più anziano del consiglio direttivo. Ogni socio dispone di un voto delegabile ed ogni delegato può rappresentare non più di 5 deleghe. È ammesso il voto per corrispondenza o in via elettronica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e vota.
Le riunioni dell’assemblea dei soci sono valide in prima convocazione se presente o rappresentata almeno la maggioranza dei soci fondatori ed ordinari. In seconda convocazione le riunioni sono valide qualunque
sia il numero dei soci ordinari presenti o rappresentanti.
Le delibere delle assemblee sono approvate a maggioranza dei votanti.
Art. 15 – Il presidente dell’associazione dura in carica 3 anni e può essere rieletto. Esso ha la rappresentanza legale dell’associazione ed esegue le deliberazioni dell’assemblea dei soci e del consiglio direttivo. In caso di sua assenza o impedimento, è sostituito – anche nella rappresentanza legale dell’associazione – dal vicepresidente o da un membro del consiglio in forza di delega scritta.
Art. 16 – Il consiglio direttivo è formato da un minimo di 5 ad un massimo di 15 membri. Alle sue riunioni possono partecipare anche i membri del collegio dei garanti e dei probiviri ed i soci fondatori senza però diritto di voto.
Il consiglio direttivo è nominato dal consiglio generale, mentre per la prima nomina è nominato dai soci fondatori. Il consiglio direttivo dura in carica 3 anni ed i suoi membri possono essere rieletti. In caso di morte o di dimissioni di consiglieri direttivi prima della scadenza del mandato, subentrano coloro tra gli associati che risultino i primi dei non eletti: i consiglieri del direttivo così eletti rimangono in carica sino alla successiva votazione triennale. In caso di morte o di dimissioni di consiglieri prima della scadenza del primo ciclo triennale (e quindi in assenza di “primi non-eletti”) il consiglio direttivo nomina i nuovi consiglieri per cooptazione. La carica di consigliere è gratuita, salvo rimborso delle spese sostenute nell’espletamento della carica e previa autorizzazione del consiglio direttivo.
Art. 17 – Il consiglio direttivo è convocato dal presidente dell’associazione ogni volta lo ritenga necessario o da 2 dei suoi membri che lo chiedano. Le riunioni del consiglio sono valide se presenti, anche on line, almeno la metà dei suoi membri e le sue decisioni quando ottengano l’approvazione della maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del presidente dell’associazione. Le decisioni del consiglio devono risultare da verbali firmati dal presidente dell’associazione e dal segretario della riunione.
Art. 18 – Il consiglio direttivo lavora in collaborazione con il consiglio generale per raggiungere i fini statuari secondo le direttive dell’assemblea generale dell’associazione. In particolare: è investito di tutti i
poteri per la gestione ordinaria amministrazione dell’associazione, essendogli deferito tutto ciò che dallo statuto non è riservato al consiglio generale ed all’assemblea generale; convoca il consiglio generale e
l’assemblea dei soci; dispone la misura dei contributi a carico degli associati; predispone i bilanci preventivo e preventivo da sottoporre all’approvazione del consiglio generale e dell’assemblea generale;
autorizza l’apertura di delegazioni territoriali e nomina coordinatori locali delle stesse; autorizza la formazione di specifici “gruppi tematici” come descritto nell’articolo 3, e provvede all’eventuale commissariamento o chiusura.
Art. 19 – Il consiglio direttivo nomina il consiglio generale, che sarà formato da almeno 50 e non più di
100 associati. Il consiglio generale funge da organo consultivo del consiglio direttivo nelle principali questioni che questo deve affrontare: il Consiglio direttivo può chiedere al consiglio generale indicazioni o pareri utili a conseguire gli scopi sociali. Il consiglio generale dura lo stesso periodo di vigenza del consiglio direttivo ed i suoi membri possono essere integrati su indicazione del consiglio direttivo. Il consiglio generale elegge il presidente dell’associazione, nomina i membri del consiglio direttivo e del
Collegio dei probiviri e dei garanti, e nomina futuri membri del consiglio generale stesso la cui cooptazione avviene con l’approvazione dal 50% dei membri del consiglio generale e 50% del consiglio direttivo. Il consiglio generale si riunisce almeno 1 volta all’anno entro il 30 aprile e la partecipazione per via telematica (skype, zoom, webexetc) è permessa senza condizioni. Le delibere del consiglio generale debbono risultare da verbali firmati dal presidente e dal segretario della seduta, nonché da 2 scrutatori, nominati dal consiglio generale.
Art. 20 – Il consiglio generale nomina il collegio dei garanti e dei probiviri, formato da 3 a 5 membri, che:

  • designa a maggioranza il proprio presidente;
  • cura il controllo delle spese dell’associazione nazionale, ne sorveglia la gestione amministrativa e riferisce all’assemblea generale. Delle riunioni e/o dei controlli del collegio – che possono avvenire anche
    a distanza fruendo di sistemi telematici e/o audiovisivi – va redatto verbale, che va portato a conoscenza dell’assemblea dei soci prima dell’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo.
  • decide tutte le eventuali controversie relative al rapporto associativo ex bono at aequo senza formalità di procedura. E’ escluso il ricorso ad ogni altra giurisdizione.
    Il presidente dell’associazione trasmette al presidente del collegio dei garanti e probiviri una relazione sulla gestione e il bilancio almeno 30 giorni prima della data prevista per il consiglio generale e l’assemblea generale. In qualsiasi momento, il presidente del collegio dei garanti e probiviri può richiedere al presidente dell’associazione informazioni aggiuntive o su fatti specifici.

Art. 21 – Il consiglio direttivo nomina il comitato dei garanti scientifici e morali dell’Associazione, in un numero compreso tra 5 e 15, scegliendo i membri tra personalità di assoluto prestigio scientifico.
Il Comitato potrà esprimersi su questioni di interesse scientifico di cui l’associazione si occuperà e comunque garantirà la linea scientifica dell’Associazione.
PATRIMONIO E DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI
Art. 22
– Le risorse economiche dell’organizzazione sono costituite da: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, attività di raccolta fondi, rimborsi
da convenzioni; ogni altra entrata.
Art. 23 – I beni dell’organizzazione sono beni immobili, beni registrati mobili e mobili.
Art. 24 – L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, e deve utilizzare il patrimonio, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità previste. Eventuali utili e avanzi di gestione vanno impiegati esclusivamente per realizzare le attività istituzionali e quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 25 – Il consiglio generale delibera lo scioglimento dell’associazione con maggioranza di due terzi e nomina uno o più liquidatori per espletare le relative formalità.
In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residuo è devoluto, salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore.
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 26
– Per tutto quanto non è contenuto nel presente statuto valgono le disposizioni di diritto comune.