ODISSEA IN SVIZZERA PER DUE PROFESSORI ITALIANI POSITIVI AL CORONAVIRUS: CHIEDONO AIUTO ALLE ISTITUZIONI

19 Marzo 2020 admin 0 Comments

EPIDEMIA CORONAVIRUS, L’ODISSEA SVIZZERA DI DUE PROFESSORI UNIVERSITARI ITALIANI POSITIVI AL COVID-19: SARANNO DIMESSI DALL’OSPEDALE, DOVRANNO STARE IN ISOLAMENTO, NON SONO RESIDENTI, NON CI SONO HOTEL O RESIDENCE IN GRADO DI ALLOGGIARLI. CON LORO DUE MINORENNI.

Il Patto trasversale per la Scienza e l’Istituto Luca Coscioni chiedono un intervento urgente del Ministero degli Esteri. La loro storia raccontata da “Radio Radicale“.

Positivi al COVID-19, ricoverati in una struttura sanitaria svizzera in isolamento, in precarie condizioni di salute, si comunica loro che saranno dimessi e devono trovarsi autonomamente un luogo dove trascorrere la quarantena. Ma sono italiani, non sono residenti o domiciliati in Svizzera; con loro due minorenni, loro pure in isolamento. Non sono in grado di rientrare in Italia con i loro mezzi.

Questa, in sintesi, la vicenda che ha per “protagonisti” il professor Roberto Caminiti, e la professoressa Alexandra Battaglia-Mayer, docenti di Neuroscienze e di Fisiologia all’università “La Sapienza” di Roma.

La storia: i due docenti si trovano dal 7 marzo 2020 in Svizzera, per partecipare a un Congresso medico–scientifico internazionale; con loro il figlio minorenne, e un amico di quest’ultimo, anch’esso minorenne. Improvvisamente Caminiti e Battaglia-Mayer accusano seri malori; entrambi risultano positivi al Coronavirus. Comincia così una vera e propria odissea.

I due professori vengono trasferiti in un Residence a Villar sur Ollon, nel Cantone di Vaud; trascorrono i primi due giorni, senza ricevere né cibo, né cure. Sono sistemati in due diverse stanze, in isolamento; anche i due ragazzi sono isolati, in quarantena.

Finalmente, ricoverati in ospedale a Rennaz, si conferma sia per Caminiti che per Battaglia-Mayer la diagnosi iniziale; al tempo stesso i medici della struttura sanitaria comunicano che saranno dimessi; con obbligo, per i due adulti di restare in isolamento, mentre per i minori in quarantena.

L’assurdo è costituito dal fatto che i quattro italiani non hanno abitazione in Svizzera; e non possono neppure alloggiare in albergo o residence: perché nel frattempo – data lo stato di emergenza dichiarato anche in Svizzera – hanno dovuto chiudere. Peraltro, è inverosimile trovare una struttura in grado di accogliere stranieri positivi al Covid-19, inoltre i due professori non sono assolutamente nelle condizioni idonee per guidare fino a Roma.

L’Associazione “Patto Traversale per la Scienza” e l’Istituto Luca Coscioni, attraverso “Radio Radicale” lanciano un accorato appello perché il Ministero degli Esteri intervenga in maniera urgente; “Patto Trasversale per la Scienza” e “Istituto Luca Coscioni” fanno inoltre presente che pur nella remota ipotesi in cui i nostri connazionali riescano a raggiungere con mezzi propri il confine, una volta entrati in territorio italiano, in base alle normative in vigore, sarebbero pure passibili di denuncia.

QUI I VIDEO DELLA TESTIMONIANZA DI ALEXANDRA BATTAGLIA-MAYER: